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Attualità | 11 settembre 2019, 11:03

Ospedale unico di Cuneo, due settimane all'incontro tra Comune e Regione: "L'interesse c'è ma è necessario confrontarsi con tutto il territorio"

A parlare è Maurizio Paoletti - durante la commissione di ieri (10 settembre) -, che ha smentito le recenti notizie riportando l'opinione del presidente Cirio: il coinvolgimento della Regione è ancora sul piatto

Da destra a sinistra: Federico Borgna, Alessandro Spedale e Maurizio Mauri

Da destra a sinistra: Federico Borgna, Alessandro Spedale e Maurizio Mauri

È un bene che la discussione sul nuovo ospedale unico di Cuneo sia stata allargata anche alle piccole realtà del territorio. E le parole dell’assessore regionale Icardi vanno in questo senso, e smentiscono categoricamente il fatto che il progetto non sia più d’interesse per la Regione: è pronta a sostenerlo, ma si rimette alle disposizioni e alle necessità dell’intero territorio, non solo della città capoluogo”.

È con queste parole del sindaco di Boves Maurizio Paoletti – che ha riportato quelle del presidente della Regione Alberto Cirio – che ieri sera (martedì 10 settembre) si è concluso il nuovo incontro della commissione consiliare temporanea speciale dedicata ai fabbisogni della sanità cuneese (ovvero il tavolo di lavoro per la definizione dell’iter di realizzazione del nuovo ospedale unico).

Per l’occasione la sala del consiglio comunale di Cuneo ha ospitato – assieme appunto a diversi amministratori del territorio circostante la città e della città stessa - tre membri del Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (il CNETO), il presidente Maurizio Mauri, Stefano Capolongo e Margherita Carabillò.

Il CNETO – realtà milanese apartitica e senza scopo di lucro che nell’occasione si è presentata all’assemblea – raduna esperti dei principali settori della salute e dell’edilizia ospedaliera per fare “cultura in vista di una sanità che cambia rapidamente”.

Il presidente Mauri ha illustrato la situazione degli ospedali in Italia – da lui definita “letteralmente tragica” - , un contesto in cui il 60% delle strutture hanno più di 40 anni a fronte del fatto che a circa 35 esse siano ormai obsolete, non sicure, senza servizi di reale qualità, mal gestiti, con perdite di bilancio e con personale in sotto numero, non incentivato e non valutato nel merito. “Gli ospedali sono ancora incentrati sulla degenza, ovvero tanti posti senza comfort e qualità, e non sulle prestazioni. Dal punto di vista strutturale non sono flessibili e adeguati, perché sono sempre stati realizzati pensando prima al contenitore e poi il contenuto e non il contrario”.

Negli ultimi anni il modello di ospedale si imposta su un minor numero di degenze di maggiore qualità – ha continuato Mauri – , con strutture che diano attenzione all’ospitalità e all’umanizzazione del paziente e allo stesso tempo spazi importanti dedicati alla ricerca. I nuovi ospedali devono funzionare per processi di cura integrati centrati sulla persona e unire funzionalità, bellezza architettonica e sicurezza in modo che tutto ruoti attorno al malato”.

L’intervento del presidente del CNETO si è poi spostato sulla creazione concreta di un nuovo ospedale. “Mancano i fondi? Possono essere reperiti con partnership di diverso tipo, anche private, per esempio affidando la costruzione a un immobiliarista del territorio così che poi il gestore possa affittare la struttura. Ciò che è sicuro è che dei costi della costruzione si rientra in breve con i risparmi generati da una gestione efficiente”.

La prospettiva indicata da Mauri non è piaciuta molto al consigliere Lauria, che ha chiesto se l’eventualità della locazione all’ente gestore sia “secondo la Giunta un percorso che intendono seguire”: “Questo tipo di soluzione designa un percorso che di fatto non necessita di questa commissione o di buona parte dei suoi membri; la scelta, in questo modo, ricadrebbe in autonomia sull’ente comunale”. In merito, però, sia Mauri (“Non ho dato soluzioni, solo dipinto un contesto in cui è chiaro che in Italia il 60% delle strutture debbano essere rinnovate”), sia Alessandro Spedale (“Nessun affidamento diretto”) si sono espressi in modo molto cauto.

Ugo Sturlese, invece, ha riportato la discussione a un livello più “territoriale”: “Comprendo l’importanza dei dati esposti ma vorrei sottolineare l’importanza di un progetto “cittadinocentrico”; il nuovo ospedale dovrà dialogare in modo positivo con la struttura urbana che lo circonderà. Per questo è fondamentale decidere dove realizzarlo”.

Prendendo contatto nei mesi estivi con il CNETO ho capito che si tratta dell’interlocutore più autorevole rispetto all’edilizia ospedaliera italiana – ha sottolineato il sindaco di Cuneo Federico Borgna - ; le riflessioni del presidente Mauri puntano su un tema che, per ora, dal nostro punto di vista è sempre stato minoritario: l’attenzione al contenuto, il modello organizzativo, e non solo al contenitore, struttura e location”.

La nuova Giunta regionale ha qualche mese di vita e l’assessore Icardi, che bene ha fatto a prendersi del tempo per informarsi sulla materia, è già stato contattato per un incontro: avremmo dovuto vederci questo giovedì (12 settembre, ndA) ma è stato spostato al 26 settembre”.

simone giraudi

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