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Attualità | 19 novembre 2019, 14:45

Cuneo apre all'accessibilità: presentata la bozza del Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali

Ieri sera (18 novembre) la bozza è stata illustrata ai commissari della I^, IV^ e VII^ commissione; Guido Lerda: "Un passo importante, anche per i normodotati"

Cuneo apre all'accessibilità: presentata la bozza del Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali

Guarda al futuro prossimo, Cuneo, e all'inclusione di tutti i suoi residenti – anche quelli con disabilità motorie, sensoriali e cognitive di diversa natura e genere - nella quotidiana vita pubblica. E per farlo si propone di abbattere un ostacolo fin troppo concreto: le barriere architettoniche.

La strada è quella dell'adozione del Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali, del quale nella serata di ieri (lunedì 18 novembre) le commissioni consiliari I^, IV^ e VII^ hanno avuto la possibilità di analizzare una proposta.

Assieme ai consiglieri coinvolti nel Salone d'Onore del municipio di Cuneo anche gli assessori Patrizia Manassero, Luca Serale e Guido Lerda e i rappresentanti delle associazioni AmicoSport (Fabrizio Rocchia), CSV (Mario Figoni) e Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese (Giancarlo Arneodo).

A illustrare la bozza del Piano l'ingegner Massimiliano Galli: “Il PEBAS è uno strumento sì dedicato all'abbattimento delle barriere architettoniche ma più in senso lato all'aumento della qualità della vita, una tematica complessa che coinvolgerà diversi settori dell'amministrazione pubblica che dovranno lavorare di concerto”.

Di strumenti operativi come il PEBAS se ne parla sin dal 1986 e nel dicembre 2006 le Nazioni Unite hanno stabilito una convenzione che spinge gli stati firmatari a spendersi in favore dell'accessibilità urbana (ratificata nel 2009 dall'Italia). Coinvolge gli edifici e gli spazi pubblici – le realtà private sono già normate in questo senso dal regolamento edilizio del Comune – e si propone di rimuovere le barriere architettoniche, aumentare lo standard di sicurezza su strade, spazi aperti, trasporti e impianti sportivi, formare figure tecniche e sensibilizzare la cittadinanza, in un lavoro partecipato, condiviso e concreto.

Prima di tutto sarà necessario mappare l'esistente – l'intero patrimonio pubblico di edilizia scolastica, edifici pubblici in generale, cimiteri, impianti sportivi e aree di verde attrezzato - , per poter elencare gli interventi e ordinarli a seconda dell'urgenza, stimare un importo economico per la loro realizzazione e, infine, programmare i lavori. Servirà poi continuare a monitorare costantemente la situazione e definire un piano informativo e di comunicazione rispetto alla cittadinanza. Per fare tutto questo, verrà istituita un'unità organizzativa autonoma, ovvero un gruppo di lavoro intersettoriale che metta a sistema tutti gli attori fondamentali.

L'area coinvolta sarà quella dell'altipiano e delle frazioni, e ogni singola zona d'intervento verrà valutata nei criteri di accessibilità e sicurezza.

Siamo in ritardo? Sì, ma sui lavori per la definizione del PEBAS, non sulla tematica in generale: già diversi gli interventi realizzati in favore dell'inclusione e dell'accessibilità urbana, non siamo affatto all'anno zero e l'importante è continuare ad andare avanti” ha commentato Lerda, sostenuto dai colleghi Manassero e Serale e in risposta a “Beppe” Lauria e Ugo Sturlese, che hanno sottolineato la cosa nei propri interventi.

La prima commissione sul tema si è tenuta a febbraio 2018. La bozza rappresenta un passo molto importante in una sfida che dovrà essere per forza inserita nella grande area della pianificazione strategica. Il PEBAS può far partire anche una discussione proficua per i normodotati – ha concluso Lerda - : in questo senso Cuneo è “isola felice”, ma la mentalità di alcune persone è ancora poco attenta”.

La bozza del Piano verrà analizzata e discussa anche nel prossimo consiglio comunale.

simone giraudi

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