/ Attualità

Attualità | 24 marzo 2016, 20:26

Compagnie low cost e rotte business sono le carte vincenti per far decollare Levaldigi

È quanto è emerso dallo studio presentato in Camera di commercio durante un incontro tra l'amministrazione dello scalo ed esperti di strategie aeroportuali

Compagnie low cost e rotte business sono le carte vincenti per far decollare Levaldigi

Una sala gremita, in Camera di commercio a Cuneo, ha accolto questa sera (giovedì 24 marzo) la conferenza sullo sviluppo dell'aeroporto di Levaldigi, dimostrando un interesse che forse non si era mai visto prima.

Ha aperto l'incontro il presidente della Camera Ferruccio Dardanello: "Questa sera potremo conoscere le opportunità legate al nostro scalo. Io sono un assertore storico di questa infrastruttura, perché crescere e svilupparsi vuol dire essere competitivi. E farlo attraverso Levaldigi può essere una carta vincente per la Granda. Questa sera avremo modo di sentire da Stefano Paleari, il professore che io considero il massimo esperto a livello europeo di strategie aeroportuali, i risultati di uno studio che vuole essere un piano strategico di sviluppo per Levaldigi".

"L'analisi che abbiamo condotto - ha esordito il professore lombardo - ha dato risultati che vi stupiranno, come hanno stupito noi. La prima caratteristica importante per sperare in un rilancio è l'attrattività che si sa offrire ai potenziali passeggeri, nonché l'accessibilità alla struttura stessa. L'aeroporto deve creare un'accessibilità diffusa in continuo movimento, ricordando che quel che è equilibrio oggi, potrebbe non esserlo domani. Negli ultimi 15 anni ci sono state molte rivoluzioni ed evoluzioni, e solo chi c'è, chi è presente ed attivo può partecipare allo sviluppo".

A illustrare i dati specifici sullo scalo della Granda è stato un collaboratore dell'ingegner Paleari, Renato Redondi: "Gli scali che hanno meno di un milione di passeggeri non hanno avuto crescita, negli ultimi cinque anni. Molti i motivi, soprattutto i voli low cost che hanno preferito aeroporti di dimensioni medio grandi. Nello stesso periodo il trasporto aereo è cresciuto del 20 per cento. Il bacino di utenza di Cuneo va fino a Torino e Genova, ed è in competizione con gli scali di queste città. I dati dicono che negli ultimi anni nelle due città gli aeroporti sono cresciuti dello 0,5 percento, contro il 2 a livello nazionale negli ultimi cinque anni. In caduta libera anche il settore del trasporto merci a Genova come a Torino, mentre a Cuneo è del tutto scomparso".

Discorso importante per la Granda è l'aviazione business, fatta da persone facoltose che per muoversi usano l'aereo. In Italia ci sono 6 scali paragonabili, per grandezza a Levaldigi, molti di più nel resto d'Europa: in Francia 16, in Russia 36, in Inghilterra 11. In alcuni paesi (come la Francia) crescono più che altrove, invece un tracollo si è verificato in Germania. Il fattore Paese e i vettori specializzati low cost sono importanti per la crescita dei piccoli scali ma fondamentale è sempre la scelta politica di finanziarne l'attività. Il low cost è un grande investimento per l'aeroporto, ma solo a volte è davvero presente negli scali di piccole dimensioni, nonostante possa fare la differenza per lo sviluppo aeroportuale.

Nell'indagine è emerso, per esempio che la Ryanair è attiva in 27 aeroporti di dimensioni come quello di Cuneo, offre più di una rotta e almeno una di queste è stabile per almeno cinque anni. Sbagliato invece puntare su Roma, dove il volo diventa appetibile solo se viene offerto per almeno tre giorni alla settimana, per uno sforzo per le low cost che è difficile da sostenere.

Per stare in piedi, uno scalo deve avere un traffico di almeno 800mila passeggeri all'anno e Cuneo ha un volume inferiore, ma rispetto ad altri aeroporti ha un impatto economico migliore ed è uno di quelli che perde meno dal punto di vista del bilancio economico. Un elevato ricavo per passeggero, con tariffe più alte rispetto ad altri aeroporti è una strategia che però in Italia è possibile solo fino ad un certo punto, avendo dei parametri che non si possono superare. Ma la cosa più importante sono i sussidi, per esempio in Inghilterra in questo ultimo anno sono stati dati 7 milioni di sterline per rotte specifiche in scali di piccole dimensioni.

Cuneo può contare anche su un Pil molto alto rispetto a province simili ma può essere di servizio alle imprese? Le principali rotte di questo tipo, vanno da Nizza passando per Parigi, poi Linate e Roma. Cuneo è in prossimità di questi scali ed è una possibilità che può utilizzare per sostenersi a livello economico. In che modo potrebbe intrufolarsi in questa rotta? Per esempio offrendo l'affitto degli aerei, oppure sfruttare la saturazione di altri aeroporti, come accade a Nizza in diversi mesi dell'anno.

Per la parte commerciale, Levaldigi deve puntare sul low cost e per quanto riguarda le destinazioni, devono essere diverse da quelle offerte da Torino, altrimenti non vince la competizione con gli scali vicini. La volontà politica diventa quindi fondamentale, nel momento in cui Regione e Governo decidono di sostenere oppure no, queste realtà piccole ma dalle grandi potenzialità.

NaMur

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium