CRONACA | sabato 04 febbraio 2012 18:32

CRONACA | mercoledì 25 agosto 2010, 15:52

Gli ‘esuberi’ nel saviglianese e il futuro della Monetti

Sotto analisi le situazioni di Sanit Gobain, Alstom e Monetti

La sede della Monetti

400.000 persone per le quali poche autorità hanno speso un commento. Sono gli ex lavoratori, ovvero i nuovi disoccupati conteggiati dal ministero dello Sviluppo economico che fa capo al presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. Tra i malcapitati citati nel comunicato anche i 450 della Saint Gobain a Savigliano (cifra raggiunta sommando ‘gli esuberi’ di Sekurit, Astec, Euroveder, Sicurglass e l’indotto). Sempre nelle vicinanze inizia a diventare più grigio il cielo sopra via Ottavio Moreno dove, nello stabilimento Alstom, da settembre si dovranno fare i conti con la disfatta nella gara per l’alta velocità persa contro il colosso Ansaldo-Breda.

Pochi chilometri più a nord intanto potrebbe rasserenarsi la situazione della Monetti, azienda di Racconigi ma con la produzione a Monasterolo di Savigliano, dichiarata fallita martedì 10 agosto. Secondo fonti CGIL vi sarebbero alcuni interessi all’affitto dell’attività da parte di alcune aziende, intenzioni per ora espresse solo verbalmente. Alla Monetti non si lavora da fine luglio e prima lo si faceva a singhiozzo. Da inizio agosto i 61 lavoratori attivi sono in cassa integrazione straordinaria per procedura fallimentare. Un tavolo di crisi si riunirà questa sera in comune a Racconigi per fare il punto della situazione. L'azienda è fallita con 53 anni di storia alle spalle e un marchio - Melform - conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la qualità dei prodotti proposti. Un mercato, quello dei sistemi per il trasporto a temperatura controllata, ricco, diversificato e moderatamente competitivo. Una realtà che fino agli ultimi giorni di vita ha ricevuto ordini di acquisto dai numerosi clienti che, assicurano le RSU, anche nel futuro non mancherebbero. 

A fine gennaio 2010 sempre a Monasterolo si è chiusa la vicenda della Trafilati Martin. I 28 lavoratori della fabbrica hanno ottenuto i massimi risultati possibili in termini di ammortizzatori sociali dopo oltre due mesi di proteste e presidi. Gli ammortizzatori sociali, la mobilità, la cassa integrazione straordinaria saranno a sostegno dei lavoratori per i prossimi 4 o 5 anni. Inoltre, tra i 28 lavoratori, 6 saranno accompagnati alla pensione.

Francesca Aimo

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