CRONACA | venerdì 27 gennaio 2012, 20:58
Insulti e botte a mamma e sorella per avere del denaro: bloccato dalla Polizia un 56enne di Cuneo
L'uomo sfogava la sua rabbia sulle donne che da tempo subivano ogni sorta di sopruso
Il perché di quelle reazioni così violente, le sue vittime neppure lo conoscevano. madre e figlia, cuneesi – classe 1927 e 1958, si erano ormai rassegnate agli scatti d’ira, ai rimproveri senza motivo, alle ingiurie e alle botte che dovevano subire sempre più spesso.
Almeno fino a quando non sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile di Cuneo - agli ordini del Sostituto Commissario Luigi Chilla –, che le hanno liberate da un incubo che si trascinava ormai da troppo tempo.
Alcune settimane fa le due donne si sono recate in ospedale per delle lesioni che i medici hanno ritenuto guaribili entro 30 – 35 giorni. Il loro caso è però stato segnalato alla Polizia di Stato che, con professionalità e tatto, vista la delicatezza del caso, hanno iniziato le indagini.
“Ben sapendo che nei casi di maltrattamenti, soprattutto in ambito familiare, non è facile per le vittime parlare e quindi denunciare i soprusi – spiega il dirigente Luigi Chilla – abbiamo raccolto le prime informazioni attraverso le testimonianze dei vicini di casa che, in effetti, hanno confermato le frequenti liti, le urla ed i rumori, provenienti dall’appartamento della famiglia B.”.
I poliziotti della 2ª sezione della Squadra Mobile coordinata dal Sostituto Commissario Alberto Sette, si sono così recati dalle due vittime che con sollievo hanno raccontato delle violenze che subivano ormai da tempo da quello che era il figlio di una ed il fratello dell’altra.
P.F.B., classe 1955 di Cuneo, disoccupato ed incensurato, viveva con le due donne e spesso sfogava la sua rabbia, dovuta soprattutto alla cronica mancanza di denaro.
“Probabilmente – conclude il capo della Mobile Luigi Chilla – P.F.B. esigeva da madre e sorella sempre più denaro, nonostante avesse già ricevuto e dilapidato l’eredità lasciata dal padre. Se le sue richieste non venivano soddisfatte, allora si scatenava picchiandole ed insultandole”.
Con Provvedimento cautelare richiesto del magistrato della Procura della Repubblica di Cuneo ed emesso dal G.I.P. di Cuneo l’uomo è stato allontanato dalla sua famiglia ed ora si trova in una struttura di sostegno.




r.g.