"Erano anni, forse decenni, che si aspirava a trovare una Casa in montagna per le vacanze dei trinitesi: i campeggi dei ragazzi, innanzitutto, ma anche i soggiorni per gli anziani e le famiglie. Ci siamo finalmente arrivati. Dalla prossima estate questo ‘sogno trinitese’ è diventato una realtà. La località è Sambuco, in Valle Stura e la Casa è davvero accogliente e capiente, per tutte le necessità…”. Così si leggeva, ad aprile, sulla prima pagina del Gazzettino di Trinità. In realtà, però, i campeggi dei ragazzi quest’anno si svolgeranno ancora in un’altra sede. Come mai? Il Comune di Trinità ha affidato la gestione della Casa alpina al Circolo Acli ‘La Montanara’, con un direttivo composto da trinitesi, che vede come presidente Giantonio Demarchi, vicepresidenti Mario Balsamo e Roberto Ferrua, segretaria Silvana Olmo e sette altri consiglieri. “La Casa ci era stata presentata funzionante, già arredata, con circa 70 posti letto – ci spiegano dal Direttivo –. Invece, dopo un sopralluogo nostro ed una perizia fatta dall’ingegnere Fruttero, si è scoperto che la Casa è agibile solo per 25 persone e richiede molti lavori di manutenzione primaria. Per renderla agibile almeno per 50 persone occorrono molti interventi murari, con una spesa di oltre 100 mila euro, soldi che, oltretutto, verrebbero spesi per un fabbricato non di proprietà e che il Demanio potrebbe decidere di vendere in qualsiasi momento, non consentendo di ammortizzare equamente la spesa. A questo punto, dopo aver valutato la situazione e considerato, con gli organizzatori dei campeggi, che era difficile limitarsi a gruppi da 25 persone, abbiamo deciso di prenotare un posto altrove, che potesse accogliere i ragazzi tutti insieme. Davanti a queste problematiche abbiamo consigliato al Comune di trovare altre soluzioni prima di firmare l’accordo, riconsegnando le chiavi del fabbricato”. E l’Amministrazione comunale trinitese, dopo aver incontrato il Direttivo degli Circolo Acli, che ha espresso tali perplessità, ha risposto con una lettera in cui si rendeva disponibile a sostenere le spese necessarie, con gradualità, purché vi fossero due condizioni: “Un contratto di locazione con il Demanio militare di durata adeguata all’ammortamento degli investimenti effettuati e un Piano di gestione dell’edificio che garantisse nel tempo l’effettivo utilizzo della struttura… In conclusione si ribadisce che la Casa per ferie Sambuco deve intendersi soltanto come una proposta che il Comune, grato alla parrocchia per averlo sostenuto, ha inteso fare alla comunità trinitese, ritenendo che potesse essere utile alle esigenze di “vacanza” del paese e in particolare dei giovani e degli anziani. È del tutto evidente che, mancando i necessari presupposti, libero ancora da vincoli contrattuali, il Comune potrebbe ritenere esaurita la proposta”. Il Consiglio direttivo del Circolo Acli ‘La Montanara’, seppur con rammarico, per il momento ritiene esaurita la proposta di gestione della Casa per ferie di Sambuco.
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venerdì 03 aprile
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