Sig. Direttore,
il suo corrispondente dalla Valle Po non era particolarmente attento alla seduta del Consiglio della Comunità Montana, là dove riferisce che sul bilancio io avrei espresso il mio voto contrario. Ciò non risponde al vero, in quanto sul bilancio, come sul conto consuntivo e sulla ricognizione delle partecipazioni societarie dell’Ente montano, tre argomenti di un certo rilievo che avrebbero richiesto un approfondimento degli atti, mi sono astenuto.
Fa specie che si cada in un errore così marchiano, in quanto ho motivato tali astensioni con il fatto di non aver avuto la possibilità di visionare le proposte di delibera presso la sede di Paesana della C.M., affermando che su tali argomenti sarebbe stato invece mia intenzione di votare a favore! Ho duramente protestato in sede di consiglio che nei pomeriggi di giovedì e venerdì gli uffici dell’Ente fossero rimasti chiusi, impedendomi di esercitare il diritto di visionare gli atti, fuori dal mio orario di lavoro.
Mi sono chiesto a chi spetti gestire l’organizzazione dell’apertura degli uffici, visto che con tale chiusura si ostacola ai consiglieri il diritto, sancito dalla normativa, di visionare i documenti consiliari nei giorni immediatamente precedenti al Consiglio. Buon per me che in entrambi i giorni ho richiesto via mail la possibilità di visionare le proposte di delibera in tali pomeriggi, altrimenti mi sarei sobbarcato inutilmente un viaggio da Frassino a Paesana.
Ci voleva davvero poco per organizzare le cose in modo da garantire l’accesso ai documenti nel pomeriggio di venerdì 29 aprile, dove alle 20 era previsto il Consiglio della Comunità; bastava modificare l’orario di apertura pomeridiano e si evitava così ai consiglieri, in particolare a quelli provenienti dalla Valle Varaita, di sobbarcarsi due viaggi a Paesana. Se l’Ente non riesce neanche a rendere flessibile l’orario pomeridiano dei dipendenti vuol dire che è proprio mal messo.
Cordiali saluti
Dino Matteodo
Risponde Walter Alberto: "Dino Matteodo ha ragione. Il mio è stato un errore di battitura e non certo di distrazione, anche se a volte - in Comunità montana - la necessità (più che la voglia) di distrarsi è davvero impellente. Un errore, dunque. Forse non così marchiano come lui sostiene, ma pur sempre un errore. E me ne scuso. Ho ben presente il suo intervento sull'organizzazione degli uffici della sede paesanese della Comunità montana, al punto che avrei avuto intenzione di dedicargli un approfondimento, non appena "capito" chi ha organizzato gli uffici in modo così deleterio. Una cosa questa che rende quindi il mio errore - che peraltro ha fornito a Matteodo l'occasione per ripetere a tutti i concetti già espressi quella sera - ancor più incomprensibile ed ingiustificabile". (W.A.)














