Riceviamo e pubblichiamo:
Buongiorno, ero molto indecisa se scrivere o meno, ma alla fine ho pensato che fosse giusto farlo. Sono la mamma di un ragazzo di 17 anni di Centallo che il 13 febbraio, andando a pattinare sul ghiaccio, è caduto male fratturandosi il malleolo peroneale. Lo abbiamo portato al Pronto Soccorso di Savigliano, dove abbiamo trovato personale davvero gentile e umano.
Da lì in poi, tra varie visite e radiografie, ci hanno trasferito a Saluzzo. Purtroppo, facendo una semplice domanda in più all’ortopedico, sono stata trattata malissimo (so bene di non essere un medico e di non aver studiato ortopedia), ma va bene. Il 19 marzo mio figlio ha tolto il gesso e ci è stato detto di prenotare una visita dal fisiatra per poi iniziare la fisioterapia.
Per sicurezza, mi ero messa le mani avanti e cercavo un fisioterapista, perché il piede di mio figlio era gonfissimo e non sapevo come gestirlo. Ho chiamato tutti i giorni, ma non c’erano posti disponibili. Gli unici erano ad Alessandria, mentre noi siamo di Centallo. Dopo un’ennesima chiamata, finalmente mi hanno dato un appuntamento il 3 aprile a Cuneo. Lì mi è stato detto che sarei stata richiamata per iniziare la fisioterapia.
Nel frattempo, mio figlio ha continuato con sedute private perché il piede era davvero in cattive condizioni. Oggi, 17 aprile, mi hanno finalmente chiamata per iniziare la fisioterapia tramite ASL. Mi chiedo: il 21 ha un’altra visita ortopedica con radiografia e mi avevano detto che a quella data avrebbe già potuto iniziare a camminare leggermente. Ma cosa sta succedendo in questo sistema? Lasciare un ragazzo di 17 anni così, senza cure adeguate?
Siamo una famiglia umile e stiamo facendo grossi sacrifici per pagare il fisioterapista privato (grazie a lui mio figlio ha fatto passi da gigante). Come è possibile che una famiglia non sappia nemmeno come gestire un piede dove il callo osseo non si era ancora formato del tutto, perché non inseriscono subito la fisioterapia?
Basta giocare con la salute dei comuni cittadini. Anche per visite più serie non ci sono posti, né calendari organizzati. In fondo paghiamo tasse per tutto. Bisogna fare qualcosa, non si può più andare avanti così.
Lettera firmata














