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Attualità | 27 settembre 2011, 17:50

Ore 17.44 il tavolo è rotto: l'azienda Alpitour ferma sul trasferimento a Torino

Nulla di fatto in Provincia dove si svolgeva il tavolo di crisi tra le parti sociali, sindacali, il mondo della politica e l'Unione Industriale

(copyright targatocn.it)

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Per oltre tre ore hanno urlato il loro dissenso, la loro rabbia e la loro indignazione verso l'annunciato trasferimento a Torino. Per oltre tre ore hanno intimato slogan e passeggiato sotto le finestre dell'entre provinciale mentre attorno ad un tavolo si tentava l'ultima carta spendibile, la negoziazione. Ma per l'azienda c'è sempre stato poco da trattare, anzi si è seduta al tavolo per ribadire la decisione presa. Trasferimento.

La trattativa non si è arenata, neppure è partita. Via gli striscioni, via i manifestanti. A capo chino, alle 17.44 odierne, la folla dei dipendenti in protesta si sperde, ma non si rassegna. Nuove forme di protesta saranno presto messe in atto.

"Tutti a Torino" è la richiesta, ormai un dato di fatto, dell'azienda che ha stipulato un contratto d'affitto di uno stabile capace di ospitare i 300 dipendenti di Cuneo. "Siamo disponibili alla trattativa, fermo restando che la decisione è irrevocabile", sono queste le parole dei rappresentanti del gruppo Alpitour (non è intervenuto l'amministratore delegato) pronunciate al tavolo riunito in Provincia. Allora su cosa si tratta? In pratica nulla. Il piano industriale è già disegnato anche se le parti sindacali sperano ancora in un ripensamento o alla volontà di ricercare altre soluzioni che trovino sbocco sul territorio cuneese.

L'assessore provinciale al lavoro Pietro Blengini ha tentato di fissare la data di un prossimo incontro ma nel dialogo tra sordi nemmeno un punto in comune è stato trovato. I sindacati incontreranno nei prossimi giorni i lavoratori per impostare un piano di iniziative di lotta. Nelle prossime manifestazioni si cercherà di fare fronte unito e compatto coinvolgendo anche i sindaci dei paesi limitrofi e gli assessori provinciali e comunali.

FrAi

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