Chi leggendo il titolo della conferenza stampa, “Le elezioni 2012 a Borgo San Dalmazzo”, si aspettava una presa di posizione, qualche nome, soprattutto quello ufficiale del candidato sindaco, e un accenno di programma, è rimasto deluso. Nulla di tutto ciò è emerso dall’incontro che il consigliere provinciale Piermario Giordano ha voluto con la stampa martedì sera. “Ci sono voci che da tempo mi indicano come il candidato sindaco alternativo a Gian Paolo Beretta. Non smentisco né confermo la mia candidatura, come ho fatto finora”. È stato il commento del diretto interessato.
Il consigliere ha proposto una nuova idea di progetto, affiancato, nell’occasione, da volti noti e meno noti della politica locale: Corrado Biolè, Paolo Bottero, Enzo Garnerone, Katia Manassero e Bruno Vendemia. Il progetto del gruppo, che non si pone come schieramento politico, si chiama “Officina aperta per un progetto di amministrazione partecipata e condivisa”, cioè, secondo gli intenti, un modo nuovo di far politica, diverso dai canoni classici dell’amministrazione, “non un pacchetto preconfezionato, con nomi imposti dall’alto, dalle segreterie di partito, ma un modo per costruire qualcosa di buono per Borgo, tutti insieme – ha spiegato Giordano -. Non un programma predefinito, ma redatto dopo aver sentito la gente, dopo aver dialogato, per capire cosa si aspetta da noi e ciò di cui ha bisogno”. E ha continuato. “Vogliamo coinvolgere la società civile; la politica è cambiata, le primarie di Cuneo ce l’hanno insegnato. Vogliamo riportare la gente di Borgo ad affezionarsi alla politica, perché la nostra sarà una politica diversa: che sia al servizio della città e non un poltronificio”.
“Sappiamo di avere un progetto ambizioso – ha spiegato Corrado Biolè, attualmente consigliere di minoranza -, ma sappiamo anche che più le persone parteciperanno, più ci saranno idee e proposte: tante teste, tante idee, ma in senso positivo. La mia esperienza in consiglio comunale mi ha insegnato che i frutti si raccolgono dalla moderazione e dalla disponibilità al dialogo e al confronto, senza scontri personali. Vogliamo esortare i borgarini a farsi avanti ed aiutarci in questo percorso. Toglieremo dalle nostre spalle le nostre “targhe” politiche, per ascoltare le diverse proposte”.
“Il nostro non è un progetto politico, ma qualcosa che parte dal basso – ha continuato Katia Manassero -, dalle persone comuni. Avremo un programma basato sulla trasparenza e sulla chiarezza, aperto alle donne, che vedono le cose in modo diverso rispetto agli uomini”. “Non rinneghiamo il nostro passato politico – ha detto Vendemia, ex consigliere comunale della Lega Nord -, ma abbiamo un progetto democratico, aperto alla gente: chiunque può farsi avanti e fare proposte. Sappiamo che cercare di coinvolgere le persone è un progetto presuntuoso, ma se queste sono scontente, è bene che facciano un passo avanti e diano il loro contributo. Non ci porremo contro l’amministrazione uscente, eviteremo schieramenti e personalismi, ma cercheremo di amministrare la città tutti insieme. Se poi non ci sono risposte ed il nostro progetto non interessa, faremo un passo indietro”.
Ha concluso gli interventi Paolo Bottero: “Oggi la minoranza di Borgo è frammentata; vorremo costruirne una unita, non contro il candidato Beretta, ma che sia qualcosa di alternativo. È importante riunire le anime diverse dall’attuale amministrazione, che oggi non sono coese, per costruire qualcosa insieme. Non ci saranno personalismi, ma condivisione di idee, perché il fondamento dell’amministrazione sono le idee. E l’idea di questo progetto è buona, anche se difficile da realizzare”.
Ma concretamente da dove si partirà? Il gruppo afferma che continuerà a confrontarsi con la gente e proporrà incontri pubblici, a Borgo e nelle frazioni, per raccogliere proposte e ascoltare le necessità dei borgarini. Solo in seguito sarà redatto un programma e messa insieme una lista civica e scelto il candidato sindaco. “Prima si farà la squadra, poi la squadra sceglierà il proprio capitano”. È stata la conclusione di Giordano.















