Riapre domenica 1 aprile la sua “bocca” ai tanti visitatori la grotta di Rio Martino, una delle grotte più importanti del Piemonte. Rimarrà aperta – come da prescrizione regionale – soltanto sino al 31 ottobre: il periodo invernale coincide infatti con lo svernamento delle centinaia di pipistrelli che in essa vivono (7 specie diverse) e la presenza umana sarebbe fonte di disturbo e potrebbe provocarne il risveglio anticipato dal letargo ed essere loro addirittura fatale.
Nel 2009 il Comune di Crissolo (con il contributo della Regione Piemonte) ha iniziato un’opera di messa in sicurezza del “Ramo Inferiore”con passerelle che facilitano la visita anche agli utenti meno esperti.
La grotta sorge a 1.530 di quota, sulle pendici della Rocca Grane, ed è immersa in un Sito di Interesse Comunitario SIC sul versante destro del fiume Po. Si divide in due rami: il ramo inferiore è lungo 530 metri alla fine del quale si potrà ammirare in tutta la sua maestosità la cascata del Pissai alta più di 40 metri. Al di sopra della sala del Pissai, “stanza” in cui si trova la cascata, si trova il “ramo superiore” (che non è raggiungibile se non con adeguata attrezzatura e capacità), lungo 300 metri e contornato da sale, pozzi e gallerie collegate tra di loro di difficile passaggio, ma di gran lunga più importante sotto l’aspetto idrologico.
La grotta di Rio Martino si è formata perché la roccia calcarea si lascia sciogliere dall'acqua che contiene anidride carbonica. Questo avviene molto lentamente, in tempi "geologici" di svariate decine di migliaia di anni. L'acqua "esterna", che si deposita sulla montagna sotto forma di neve o pioggia, prima di raggiungere il sottosuolo, viene filtrata dallo strato di humus superficiale, arricchendosi appunto di anidride carbonica prodotta dalle piante. Attraversando gli strati di calcare lo discioglie trasformandolo in bicarbonato di calcio, molto solubile, che viene quindi dilavato via facilmente. Le fessure che così si creano lentamente si allargano sino a diventare una via preferenziale per l'acqua che quindi concentra il suo passaggio in particolari cunicoli sino a che questi non diventano, appunto, una "grotta".
Per la visita è richiesto un abbigliamento adeguato in quanto la temperatura all’interno è di circa 5° e l’umidità si aggira intorno al 100%. Il tempo necessario per percorrere il ramo inferiore della grotta, sino alla Cascata del Pissai, è di circa 2 ore. Ma si tratta di 2 ore davvero ben spese. Per uno spettacolo senza eguali.













