La Regione Piemonte ha approvato oggi l’emendamento alla legge sul bilancio che prevede la costituzione di un ente di riscossione piemontese che, per il recupero delle tasse e dei tributi locali, sia autonomo e indipendente da Equitalia.
L’emendamento fa seguito e da attuazione all’ordine del giorno presentato il 19 dicembre 2011 dal Gruppo regionale Udc che impegnava il presidente Cota e la Giunta a costituire un ente di riscossione o un’agenzia regionale per dare un adeguato servizio ai Comuni in risposta alle modifiche introdotte nel primo decreto Monti, secondo cui dal 31 dicembre 2012 verrà esclusa Equitalia dall'attività di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi dei Comuni e delle loro società partecipate.
Il nuovo ente piemontese, la cui forma dovrà essere definita entro il prossimo 30 giugno, stabilisce criteri per la riscossione più favorevoli per i contribuenti e con maggiore tutela dei loro diritti: primo fra tutti la riduzione dell’aggio al 4%(invece del 9% applicato da Equitalia se non si paga la cartella entro 60 giorni). Sarà altresì realizzata una rete capillare di “sportelli del contribuente” che, sulla base del modello austriaco, permetteranno di non far cadere sulle spalle dei cittadini, spesso impreparati e sempre più poveri, il peso degli errori della pubblica amministrazione, invertendo l’onere della prova. Il nuovo ente consentirà alla Regione e ai Comuni che aderiranno di beneficiare dei profitti della riscossione, in maniera equa e compartecipata , ovvero i compensi, gli aggi, le sanzioni e gli interessi, cioè tutto ciò che Equitalia recupera oltre agli importi originari dovuti, che verrebbero pertanto investiti sul territorio e non confluirebbero più al Ministero dell’Economia.
Giovanni Negro, Presidente gruppo regionale Udc, visibilmente soddisfatto dichiara: «E’ un grande successo che guarda a un rapporto più equilibrato tra Stato e cittadino. Col nuovo ente si superano e si migliorano le procedure di riscossione operate da Equitalia, consentendo un evidente risparmio per il contribuente e una maggiore tutela dei suoi diritti. Senza dimenticare che maggiore liquidità nelle casse della Regione e degli enti locali significa abbattimento dei prezzi per beni e servizi grazie ai pagamenti delle forniture entro i tempi previsti dai contratti. In questo modo si risponde concretamente alle esigenze delle piccole imprese che lamentano da tempo la cronicità della lentezza dei pagamenti da parte della P.A. L’esempio piemontese, prima regione in Italia, spero venga presto seguito anche dalle altre realtà regionali, in attesa di una vera e sostanziale riforma del settore”.














