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Sanità | 05 luglio 2012, 11:25

Al Santa Croce il primo intervento in Italia di embolizzazione della prostata

Una metodica mini-invasiva possibile grazie ad una sofisticata apparecchiatura presente nella nuova Sala Operatoria Ibrida in dotazione all'ospedale

La sala ibrida del Santa Croce di Cuneo

La sala ibrida del Santa Croce di Cuneo

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un ingrandimento della ghiandola prostatica  dovuta  a proliferazione degli elementi stromali e ghiandolari della prostata, assai frequente con  incidenza  del 70% negli uomini dopo i 70 anni; il 25 % dei pazienti con IPB deve essere sottoposto a trattamento  per  disturbi della minzione e l’intervento chirurgico di adenomectomia o la resezione trans-uretrale (TURP trans-uretral prostatic resection) sono attualmente le terapie di prima scelta per tale patologia.

Recentemente è stata proposta per il trattamento dell’IPB una nuova metodica mini-invasiva l’embolizzazione trans-catetere, ossia l’occlusione delle arterie prostatiche con microsfere eseguita con  approccio  angiografico percutaneo.

Due centri, uno in Brasile coordinato dal Prof. Carnevale e uno in Portogallo dal  prof. Pisco, hanno cominciato a trattare con tale tecnica di Radiologia Interventistica  alcuni pazienti con risultati incoraggianti pubblicati nella recente letteratura, con un notevole interesse nei Congressi Internazionali ( ad esempio nel recente congresso tenutosi a New York a maggio 2012 del GEST, il piu’ importante Simposio a livello mondiale sulle embolizzazioni; multiple sessioni sono state dedicate a tale argomento con il primo caso  dimostrato in diretta negli USA  dal centro di S. Paolo del prof. Cardinale ).

Nell’ASO S.Croce e Carle di Cuneo è stato eseguito il mese scorso il primo trattamento in Italia di embolizzazione in un paziente con IPB, con problemi di ritenzione urinaria e portatore di catetere vescicale permanente non candidabile all’intervento chirurgico per le condizioni generali.

L’embolizzazione è stata eseguita dall’equipe di Radiologia Interventistica del  dr. Maurizio Grosso che aveva già assistito ad alcune procedure di embolizzazione prostatica sia a S. Paolo che a Lisbona ed il paziente è stato studiato e seguito nel reparto di Urologia diretto dal dr. Giuseppe Arena.

La procedura, effettuata senza complicanze in anestesia locale e con minimo disagio per il paziente, ha ottenuto un buon risultato e ha permesso di  rimuovere il catetere vescicale con rapida dimissione dall’ospedale.

L’embolizzazione delle arterie prostatiche nel trattamento dell’IPB è una metodica promettente che deve peraltro essere  convalidata da studi e essere limitata a  pazienti ad alto rischio, non candidabili all’intervento chirurgico o alla resezione endoscopica .

La metodica di embolizzazione consiste nel provocare  l’occlusione delle piccole arterie  della prostata iniettando micro-particelle attraverso un  piccolo tubicino (microcatetere) introdotto a cielo coperto, ossia senza alcun taglio con la semplice puntura con un ago di  un'arteria periferica come  l’arteria femorale.

Tale trattamento mini-invasivo richiede peraltro notevoli professionalità sia nella gestione e scelta del paziente da parte dell’equipe Urologica, che a Cuneo vanta una notevole casistica di interventi di resezione chirurgica e di TURP, sia nell’ esperienza di Radiologica Interventistica; fare navigare il microcatetere infatti fino all’interno delle arterie della prostata, vasellini sottilissimi del diametro  di 2  o 3  mm, è una procedura complessa che può essere effettuata solo in  centri  con una notevole esperienza e con la possibilità di utilizzare materiali sofisticati e apparecchiature Radiologiche Angiografiche di ultima generazione, come quelle presenti nell’ASO S.Croce, dove è stata recentemente inaugurata la Sala Ibrida in cui è disponibile in una vera sala operatoria,  un’apparecchiatura Angiografica di tale tipo.

 

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