Gentile direttore,
le scrivo ancora in merito alla lettera della "mamma in pena".
Chi le scrive é una giovane cuneese che conosce bene ed in prima persona la realtà giovanile della sua città. Purtroppo il problema sollevato dalla signora, che potrebbe essere la mia stessa madre, non è un caso isolato e ritengo che questi atti mirino a creare quasi una situazione di bande giovanili in cui ovviamente questi ragazzi, magari per la paura di essere discriminati, cercano di prevalere.
Mi auguro che le istituzioni locali preso atto del problema cerchino di migliorare la situazione; vorrei inoltre far riflettere le persone che stanno disseminando tutta questa violenza: in questo modo sarà molto difficile creare un clima di integrazione e collaborazione in cui forse un giorno crescerete i vostri figli. E se per allora la situazione sarà ribaltata a vostro sfavore forse anche a causa di questi precedenti? Riflettete!
Lettera firmata, Cuneo












