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Attualità | 12 settembre 2012, 18:04

Ivo Grosso: "Nonostante la crisi, nessuno metterà in pericolo la funzione notarile"

Intervista al notaio cuneese, presidente del consiglio notarile di Cuneo, Alba, Mondovì e Saluzzo

Ivo Grosso

Ivo Grosso

Notaio Grosso, come Ordine avete sentore della crisi anche nel vostro mestiere? Che dati avete?

I dati della Provincia di Cuneo, in linea con il resto d’Italia, sono estremamente preoccupanti; in sei anni il calo di contrattazioni supera il quaranta per cento, e anche i risultati degli ultimi mesi sono, se possibile, ancora più negativi, segno inequivocabile che un settore fondamentale e trainante per l’economia, quale quello immobiliare, è in profonda sofferenza.  

Giungono in redazione mail di dipendenti di studi notariali molto preoccupate per il ritardo con cui anche i clienti pagano le parcelle. Possiamo dire che nemmeno più la nobile professione da voi svolta è esente dal “male comune”?

Occorre tenere presente di un dato fondamentale: delle somme versate al notaio la massima parte è destinata a essere versata nelle casse dello Stato. Infatti il notaio, quale esattore delle imposte indirette, è tenuto, sotto la sua responsabilità anche patrimoniale, a curarne l’incasso e il versamento agli uffici finanziari. E’ per tale motivo che il fenomeno al quale si accenna nella domanda non ha quella vastità che si potrebbe immaginare in un momento di crisi. Chi decide di fare un acquisto immobiliare sa che deve versare allo Stato le imposte per cui deve fare bene i suoi conti. Aggiungo che nonostante il calo di attività non mi risulta che negli studi notarili della provincia di Cuneo vi siano stati dei licenziamenti di personale, che è altamente specializzato. Il Consiglio Notarile di Cuneo ha comunque attivato una “Camera di compensazione occupazionale" con il compito di ricollocare dipendenti eventualmente in esubero da uno studio ad un altro.  

Come potrà cambiare il ruolo dei notai in futuro? Monti vi salvaguarderà oppure vi attendete un trattamento almeno come i farmacisti con le parafarmacie? 

I notai non sono contrari alle liberalizzazioni, purché non scassino ciò che funziona e siano effettivo sinonimo di vantaggi per i cittadini. Bisogna ben distinguere tra semplificazioni o azzeramento dei controlli che sfocerebbero inevitabilmente, tanto più in un Paese come il nostro, in truffe e infiltrazioni illegali. Non sono i notai a essere a rischio, ma eventualmente i cittadini e il sistema paese. I notai sono stati i primi ad applicare in Italia le misure che le recenti misure del governo Monti hanno esteso ad altre categorie: tirocinio, assicurazione obbligatoria, formazione permanente, procedimento disciplinare e così via. “Tanto più notaio tanto meno giudice” diceva un grande giurista del secolo scorso, nel senso che più i notai sono messi in condizione di svolgere il loro controllo preventivo di legalità tanto meno i Tribunali saranno intasati di cause. E in un Paese come il nostro chiunque ne regga le sorti, tenendo conto dei tempi lunghissimi della giustizia, non rischierà certamente di mettere in pericolo la funzione notarile che da molti secoli in provincia di Cuneo, in Italia, e in 81 paesi del mondo, con rapidità ed efficienza, è a servizio delle istituzioni, delle famiglie e delle imprese.    

R.G.

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