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Attualità | 07 novembre 2012, 09:50

Don Rossa: un ricordo speciale dei Fratelli Ghio di Ruota Prato, per conoscere meglio il Don Bosco della Valle Maira

L’ultima messa di don Rossa a Ruataprato fu celebrata la domenica delle Palme del 2001; in quell’occasione benedì, entusiasta per la novità, i rami di rododendro che io e mio fratello avevamo raccolto in zona Cauri e che furono distribuiti alla popolazione.

Don Rossa: un ricordo speciale dei Fratelli Ghio di Ruota Prato, per conoscere meglio il Don Bosco della Valle Maira

Un paesino, o meglio una Frazione all’imbocco del vallone di Moschieres, segna una tappa per chi vuole inerpicarsi attraverso le vecchie mulattiere o per i sentieri, per assaporare la tranquillità del luogo oppure per giungere alle alte vette del Colle Margherita , del monte Chialmo e più in là al Monte Tibert per scendere poi al Santuario di Castelmagno.

   Una volta fiorente e popolosa Fraz. “ La Rua’”(Ruataprato) conta ora solamente una decina di abitanti a causa dell’emigrazione della popolazione nei decenni scorsi.

   Torniamo indietro nel tempo, quando un giovane prete, pieno di volontà,incontrò per la prima volta la popolazione di quel luogo e se ne innamorò, tanto da svolgere la propria opera pastorale per quelle genti, semplici e laboriose,per 29 anni consecutivi.

   Era il 1972,a Ruataprato risiedevano ancora molte persone, e l’afflusso alle funzioni era costante.

   Don Rossa, officiava tutte le domeniche pomeriggio, nella chiesetta dedicata all’Assunta, portando la parola del Vangelo ed elargendo a tutte le persone il suo saluto cordiale ed affettuoso.

   Con il tempo la valle si spopolò, ma don Rossa continuò la sua missione per i pochi rimasti e per coloro che dal basso salivano a sentire la sua parola di pace.

   Rincuorò tutti, salutò tutti con gioia e sensibilità, con un sorriso che dava la tranquillità d’animo, con parole che toccavano nel profondo del cuore.

   Sentiva il dolore delle persone malate, dei sofferenti, le contrarietà della popolazione e pregava per tutti, affinché Dio potesse alleviare la loro sofferenza.

   In ventinove anni ha visto morire tutti i nostri padri e  tutte le persone a lui più care; nell’omelia domenicale le ricordava con tanto affetto.

   In quei momenti dimostrava di aver avuto una missione straordinaria, piena di soddisfazioni e d’amore.

   Queste sue parole …” la gente più umile l’ho trovata in questa piccola valle…” mi rincuorano e mi danno una tranquillità per la sua anima che il giorno 07 nov.2002 alle ore 7 ha incontrato Dio in Paradiso.

   Non venale, ma pieno di amore verso il prossimo, tante volte diceva messa gratuitamente  e pagava di tasca propria il gasolio per il riscaldamento. Fece la sua offerta per i lavori della chiesa come tutti gli abitanti.

   La sua gioia fu grande quando io e mio fratello prendemmo in mano i problemi della comunità, quali massari, nel 1990.

   Da quel momento la festa patronale ebbe un impulso positivo con attrazioni varie per incamerare denari per il restauro della chiesa.

   Quando nel ‘77 incominciarono i lavori di rifacimento totale del tetto con la copertura a “lauzes” mi disse …” non credevo di veder iniziare un’opera così vasta e costosa…”. I lavori finirono dopo tre mesi e costarono circa 70.000.000 di lire (€.36.152,00), interamente pagate con il contributo di enti pubblici e le offerte dei privati della zona.

   Sotto la sua benedizione facemmo la ristrutturazione di due piloni, l’affresco sul portale dell’ingresso della Chiesa, il restauro delle tele della “Via Crucis” e della pala  dell’altare maggiore, il riaffresco della volta dell’abside. Non poté assistere ai lavori di restauro delle due navate laterali, perché già infermo, ma vide i lavori finiti nel mese di settembre del 2001. Fu l’ultima volta che si recò a Ruataprato.

   Si commosse e quando più tardi ebbi a parlargli mi disse …” avete fatto un buon lavoro, continuate così… non lasciate perdere la festa dell’Assunta…”. E noi abbiamo continuato, a suo nome, a fare la festa patronale del 15 Agosto, i lavori di restauro,  con la ristrutturazione del campanile e la tinteggiatura della facciata.

   La missione pastorale di Ruataprato fu da lui molto sentita; nonostante la chiesa dei Cappuccini gli desse già tanto lavoro, non vedeva il momento di poter andare “lassù” per officiare e per incontrare le persone a lui più care.

   Un fatto mi rattrista: durante i funerali, le persone preposte, non hanno parlato di questa Sua missione. Solo il Sindaco ha ricordato, nel suo  breve intervento, l’opera pastorale di don Michele Rossa a  Ruataprato.

   Sono veramente dispiaciuto di questa dimenticanza, come lo sono tutte le persone di questa frazione.

   L’ultima messa di don Rossa a Ruataprato fu celebrata la domenica delle Palme del 2001; in quell’occasione benedì, entusiasta per la novità, i rami di rododendro che io e mio fratello avevamo raccolto in zona Cauri e che furono distribuiti alla popolazione.

Grazie Don Michele Rossa, la tua umiltà, la tua semplicità, la tua dedizione agli altri, la tua missione pastorale ti hanno fatto grande e anche se la tua opera è stata dimenticata da alcuni, noi tutti di Ruataprato, ti ricordiamo e ti ricorderemo sempre con grande amore e infinito affetto.

 I massari di Ruata Prato
Ghio Pasqualino - Ghio Nazzareno

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