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Attualità | 10 novembre 2012, 14:12

Acna, Scavino, quella vicenda insegna a vincere questa alternativa perversa tra salute o lavoro come un aut aut

In foto da sinistra: Claudio Rosso, Enzo Demaria, Tomaso Zanoletti, Massimo Scavino, Ginetto Pellerino, Lorenzo Tablino.

In foto da sinistra: Claudio Rosso, Enzo Demaria, Tomaso Zanoletti, Massimo Scavino, Ginetto Pellerino, Lorenzo Tablino.

Venerdì 9 novembre nella sala Resistenza del palazzo comunale di Alba si è parlato della vicenda dell’Acna di Cengio, una lotta lunga un secolo con battaglie intense fino alla chiusura dello stabilimento nel 1999. Occasione la presentazione del libro “Acna gli anni della lotta 1986-1999. Diario della rinascita della Valle Bormida” (Araba Fenice, luglio 2012)  scritto da Ginetto Pellerino corrispondente dalla Valle Bormida per il quotidiano “La Stampa” ai tempi della protesta anti Acna.

Alla serata, il ruolo di Alba nella lotta contro l’azienda chimica inquinante con lo scarico di liquami tossici nelle acque del fiume Bormida e dell’inceneritore “Re – sol”, progettato per smaltire i rifiuti tossici dell’Acna e pesante minaccia per l’equilibrio ambientale delle colline vitivinicole delle Langhe.

Alba scese in campo ai primi anni ’90 con comitati, manifestazioni e consigli comunali straordinari come quello regionale in sala Ordet di piazza Cristo Re nel febbraio del 1996. Quei momenti sono stati ripercorsi attraverso i ricordi di chi c’era in quella battaglia come l’autore Pellerino, il senatore Tomaso Zanoletti, gli enologi Claudio Rosso e Lorenzo Tablino, l’ex sindaco Enzo Demaria che chiese a don Valentino di suonare le campane del Duomo durante la manifestazione in piazza Risorgimento del 1996.

“Il caso Acna – ha dichiarato alla serata l’Assessore all’Ambiente del Comune di Alba Massimo Scavino - è uno dei pochi di battaglia trasversale di popolo della storia contemporanea italiana che ha coinvolto forze sindacali, politiche, associazioni ambientaliste, istituzioni religiose. Questa coesione è riuscita nell’intento di chiudere una fabbrica inquinante causa di morti, quale era la fabbrica di Cengio. Da lì è nata una battaglia antesignana di un moderno ambientalismo come qualità della vita, benessere, con molto anticipo rispetto a casi purtroppo ancora recenti come l’Ilva di Taranto dove questa cultura non c’è ancora. E poi c’è un altro aspetto: l’Acna insegna a cercar di vincere questa alternativa perversa tra salute o lavoro come un aut aut. Credo che servano politiche che camminano insieme”. 

c.s.

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