Egregio Sig. Direttore,
non posso fare a meno di replicare alla lettera della Sig.ra Cinzia Mario, insegnante di lettere del Liceo “Arimondi-Eula” di Savigliano, in quanto trovo poco documentate e soprattutto fuorvianti alcune osservazione da lei effettuate.
Innanzitutto desidero chiarire che il progetto “Fai la scuola giusta” è un’iniziativa di Confindustria Cuneo ed in particolare della sezione che io stesso rappresento: la sezione meccanica. Inoltre, al contrario di come la Prof.ssa Mario afferma, l’iniziativa non intende assolutamente pubblicizzare un istituto tecnico in particolare ed a sottolinearlo quale unico nella zona, anzi, all’inizio di ogni incontro organizzato è stata distribuito un documento al cui interno sono segnalati tutti i nominativi e gli indirizzi degli istituti tecnici, professionali ed agenzie formative della provincia.
Confindustria ha deciso di avviare questo progetto in funzione delle necessità segnalate dalle aziende che sono sempre più alla ricerca di profili tecnici qualificati, ed a seguito di una “triste” realtà documentata da qualsiasi statistica sulla disoccupazione giovanile odierna a livello italiano.
I dati Istat parlano infatti molto chiaro: dimostrano come in questo preciso momento storico la possibilità di inserimento professionale di uno studente che esce da un istituto tecnico sia più alta statisticamente rispetto ad uno studente con un diploma di liceo.
Nonostante ciò, desidero sottolineare che il nostro obiettivo non è in nessun modo “promettere un lavoro sicuro” come scrive la Prof.ssa Mario, anzi, ci tengo a precisare che la garanzia di assunzione per un tecnico a 5 anni dalla licenza media è esattamente la stessa che per un liceale, ciò che cambia a mio modo di vedere sono le maggiori opportunità che il mondo del lavoro può offrire agli studenti che terminano gli studi di tipo tecnico-professionale.
Con il nostro progetto non intendiamo infatti prediligere un istituto piuttosto che un liceo o screditare la cultura classica a favore di quella tecnica, ma ci teniamo ad informare i ragazzi e le loro famiglie su quali siamo le opportunità del mercato del lavoro odierno, e mi permetto di affermare, senza alcuna pretesa, che se la Prof.ssa Mario avesse partecipato agli incontri che l’iniziativa “Fai la scuola giusta” ha organizzato in giro per la provincia, avrebbe sicuramente inteso quale fosse il nostro messaggio per i giovani. In ogni caso faremo pervenire alla Prof.ssa la cartellina che veniva distribuita ad ogni incontro compreso il filmato realizzato per il progetto di modo che si possa meglio comprendere la reale finalità della nostra “martellante campagna”, per usare le parole con cui è stata definita.
Sicuramente se gli italiani fossero maggiormente informati sulle esigenze reali del Paese la disoccupazione giovanile non sarebbe così alta, siamo infatti vittima di una concezione generalista ed elitaria che per anni ha considerato la cultura “tecnicistica” una cultura subalterna ed ha annullato la dignità dei percorsi formativi tecnico-professionali. L’educazione al ragionamento ed il “lavorare di mente” come viene affermato, non è assolutamente una radice che appartiene al solo percorso classico-liceale, quanto piuttosto una radice comune e soprattutto di pari dignità; il ragionamento infatti si può sviluppare sia traducendo Seneca dal latino, sia facendo una rilevazione di dati tecnici di un particolare meccanico (e per questo non ci sono neanche vocabolari a disposizione…).
Il nocciolo del nostro progetto sta quindi esattamente in questa necessità storica: occorre ora più che mai sradicare il pensiero comune dalle mentalità obsolete e controproducenti del centralismo della licealizzazione a favore di un pensiero trasversale che garantisca una maggiore crescita educativa, culturale e professionale dei giovani senza la quale il nostro Paese non potrebbe progredire.
Ringrazio per attenzione e colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Domenico Annibale
Presidente Sezione Meccanica Confindustria Cuneo













