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Eventi | 20 marzo 2013, 17:56

Venerdì a Caraglio: “HeyMan! La finta pazza andata e ritorno”

Una commedia in cui si deve ridere, stupirsi, ed emozionarsi dove l'antico e il contemporaneo convivono in un gioco aperto e gioioso

Venerdì a Caraglio:   “HeyMan! La finta pazza andata e ritorno”

Venerdì 22 alle ore 21 a Caraglio al Teatro civico. Il progetto HeyMan è la ricontestualizzazione in chiave contemporanea della maschera della Commedia dell’Arte in particolare degli Zanni ovvero dei Servi.

Una banda di “Zanni metropolitani” racconta un canovaccio antico, la finta pazza appunto, un viaggio, una storia, “condivisa” che attraversa luoghi, tempi e spazi, e che si fa corpo e sudore ON THE STAGE!!

Sono Mesca-mescalina, Ruggy-ruggine, Ranty-rantolo, Molla e la Morci (sì La Morte proprio lei, la dama bianca della Commedia dell’Arte? una Morte inquietante nella maschera, suadente e ammiccante nel corpo).

Dalle piazze seicentesche ai palazzacci metropolitani, lo zanni e le altre “famiglie” di maschere assumono i tratti e le deformazioni dell’oggi.

Il branco è la comunità che accoglie, identità e appartenenza, fratellanza e patto di sangue.

I luoghi, spesso degradati, sono angoli di periferie metropolitane: c’è ciò che serve, una panca, dei gradini, un fondo; i rumori non definiti, una sorta di tappeto musicale sordo e denso, un apparecchio musicale (un quasi dj set), i computers e La Rete .. “cyber skunk”; un respiro si strozza, l’organismo si apre in mille tentacoli, le azioni esplodono.

Il corpo è il supporto delle iscrizioni della cultura che li unisce (tatuaggi, body art, piercing, l’abbigliamento) e la musica (dal rap all’hip hop fino all’elettronica) ne fanno una “razza”, una comunità globale.

La danza urbana da forma a un linguaggio gestuale al di fuori del movimento danzato, che comunica un senso di appartenenza alla dimensione urbana, un'identità di chi è legato alla strada.

Il linguaggio della parola, immaginifico e acrobatico, dissacrante, in un esercizio di invenzione continua è veloce e creativo: il gergo, non raramente arricchito di dialettismi che variano da area ad area, si mescola con linguaggi internazionali in particolare anglo-americani che sono gli stilemi di riferimento della cultura giovanile dominante di oggi. Parole scalciate che formano una lingua bastarda, slangs di grande fascino.

Si delianea una sorta di primitivo contemporaneo che va a braccetto con il suo “fratello” di quattro secoli fa, e ci piace pensare che si capirebbero perfettamente.

Il canovaccio antico diventa una chiave virtuale, la storia in “fibra ottica” di un popolo “on line”, sempre in aggiornamento.

Gli zanni si raccontano e vivono tutti i personaggi, se li scambiano, se li contendono. Si confrontano e ci dialogano in un sistema continuo di andata e ritorno.

Il vecchio Pantalone e il Dottore, ribattezzati nel nostro scenario Vecchiù e Stravecchiù, i due fratelli Flavio ed Orazio innamorati entrambi di Isa-bella; Flaminia innamorata di Orazio, e Isa-Bella, la protagonista, figlia del Vecchiù promessa sposa allo Stravecchiù, insomma la commedia classica .. che si rinnova e ci sorprende da un angolo di una periferia metropolitana.

L’antico e il contemporaneo convivono in un gioco aperto e gioioso.

c.s.

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