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Attualità | 30 aprile 2013, 08:46

Il “rebus Imu”

Anche quest’anno, per destreggiarsi nel labirinto di regole, aliquote e conteggi macchinosi, i cittadini dovranno rivolgersi ai professionisti, con un ulteriore ed ingiusto aggravio dei costi sostenuti: la denuncia dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti di Cuneo

Il “rebus Imu”

«L’Imu è l’ennesima dimostrazione di quanto il Fisco italiano sappia essere complicato oltre che esoso: da noi, infatti, non solo la pressione fiscale è elevatissima, ma anche pagare correttamente le tasse può rivelarsi un’impresa titanica». Ad un anno dall’introduzione dell’Imposta municipale unica, Lorenzo Tropini Bassino, presidente dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Ugdcec) di Cuneo, denuncia la situazione paradossale venutasi a creare a causa di una burocrazia che, ancora una volta, ha appesantito gli oneri del cittadino, complicandogli ulteriormente la vita invece di semplificarla.

Il problema, infatti, non è solo l’imposta in sé – per quanto salata ed indigesta –, ma anche la complessità delle regole che ha dato vita ad una vera e propria giungla di aliquote, cifre e conteggi macchinosi che inevitabilmente costringe i contribuenti a rivolgersi ai propri commercialisti o consulenti anche per evitare di incorrere in sanzioni peraltro molto pesanti.

Questi, a loro volta, devono districarsi in un labirinto non meno insidioso e complesso: come sottolinea Aurelia Isoardi, revisore dell’Ordine di Cuneo, i Comuni, in virtù della potestà tributaria loro attribuita, hanno fissato aliquote, detrazioni e regole differenti. Il risultato? Una babele di delibere, alcune delle quali pubblicate in ritardo e troppo a ridosso della scadenza dei termini per il pagamento, e una situazione di confusione ed incertezza diffuse a tal punto che non si hanno a disposizione neppure gli aggiornamenti dei software di calcolo, con la conseguenza che il professionista deve andarsi a ricercare tutte le delibere dei Comuni di interesse per trovare le singole aliquote e le detrazioni previste e poi inserirle a mano, una per volta, prima di procedere a calcolare l’esatto importo.

Un lavoro lungo e macchinoso, ad elevato rischio di errore, che inevitabilmente si traduce in un ulteriore ed ingiusto aggravio dei costi a carico dei contribuenti. Una tassa, occulta, sulla tassa.

«Sulla scorta di quanto auspicato nei giorni scorsi dall’Ordine dei Commercialisti  – conclude il presidente Tropini – ci auguriamo che quest’anno i Comuni siano puntuali nella pubblicazione delle delibere per permettere ai contribuenti e ai loro consulenti di effettuare i calcoli in tempi utili, cercando anche di uniformare per quanto possibile le casistiche per tutti i Comuni. Eliminare le sanzioni per gli eventuali errori commessi sarebbe già una dimostrazione che l’intento non è solo quello di fare cassa il più possibile. Unificare le scadenze per la presentazione della dichiarazione Imu e per quella della denuncia dei redditi potrebbe essere un altro passo avanti in tale direzione».

C.S.

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