Gentile Direttore,
seguendo la notizia pubblicata ieri sul ricorso al Tar Lazio sulla “mappa dei magistrati” Le riporto di seguito, la ennesima mail inviata ai componenti delle Commissioni Giustizia della Camera dei Deputati e dei Senatori (alla quale erano allegati i documenti menzionati nella mail) con la quale, in sintesi, si riassume la situazione della (dis)applicazione della riforma sui territori. E’ necessario che i cittadini siano correttamente informati, con dati concreti, sulla battaglia per evitare la chiusura degli uffici giudiziari e dei giudici di pace cioè dei presidi della legalità sul territorio con le inevitabili ripercussioni sulla collettività. Anche il recente c.d. “decreto del fare” rispetto alla giustizia provvede a tamponare la situazione ma non affronta (o risolve) i problemi principali della giustizia. Tra il dire ed il fare….
In questo momento, quindi, è necessario incidere sulla riduzione dei tempi della giustizia, informatizzare seriamente i servizi, rendere operativo e disponibile il rapporto a distanza (on line) con l’utenza e tutti i professionisti e gli operatori del settore, riqualificare il personale amministrativo. Non occorrono nuove leggi ma (ad esempio) una più trasparente ed efficace gestione delle risorse destinate alla giustizia ed una puntuale organizzazione degli uffici e del lavoro dei giudici. Ma anche una dirigenza a livello centrale che sappia ascoltare le richieste di chi opera sul territorio e concretizzarle.
Cordialmente
Franco Totaro
“La resistenza agli atti del potere pubblico, che violino i diritti fondamentali della persona umana, è diritto e dovere di ogni cittadino"
(Articolo che Giuseppe Dossetti avrebbe voluto far inserire nella Costituzione italiana, cosa che ovviamente gli fu impedita)
Cittadini, Deputati e Senatori, sulla riforma della geografia giudiziaria il clima è ormai incandescente. Con l'avvicinarsi del momento sulla pronuncia della Consulta sulla geografia giudiziaria, si moltiplicano gli "avvertimenti" ai più alti livelli istituzionali che evidenzia il loro nervosismo e preoccupazione. Le affermazioni diventano pesanti e rasentano l'intimidazione. Gli "avvertimenti" sottendono anche un, non tanto indiretto, consiglio "politico" rivolto alla Consulta ??!!!! Si chiede rispetto per le istituzioni ma non dobbiamo (come cittadini, lavoratori...) mettere in discussione, anche se attraverso gli strumenti legittimi e democratici, le scelte imposte e non discusse di chi dovrebbe rappresentarci. Se la Costituzione e le leggi ci forniscono quegli strumenti e noi li utilizziamo non si può definire "scandaloso ed inaccettabile" la contestazione (legittima) per far valere le proprie ragioni nelle sedi giudiziarie.
Trasmetto, al riguardo, i file allegati sulla risposta con una forte iniziativa da parte del Sindaco del Comune di Sala Consilina ed al quale abbiamo espresso tutta la nostra solidarietà ((http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_topnews/06/13/Tribunali-sindaco-contro-Quirinale_8862867.html). La lettera rispecchia esattamente il pensiero di molti. Le esternazioni istituzionali non possono, e non devono, procurarci sensi di colpa. Stiamo lottando per I cittadini e difendendo i nostri territori e la collettività con solide motivazioni come dimostrano le tante decisioni giudiziarie favorevoli ai ricorrenti (in allegato alcune delle ordinanze compresa quella recente del Tar Lazio Sez. di Latina che con ordinanza del 6 giugno “ha sospeso definitivamente l’efficacia esecutiva dei provvedimenti del Presidente del Tribunale di Cassino con i quali era stato anticipato l’accorpamento a Cassino della Sezione di Sora del Tribunale” della quale allego file con articoli di stampa non avendo disponibile, al momento, il testo).
Il contenuto della lettera del Sindaco di Sala Consilina è, inoltre, una sintesi di oltre un anno di lotta contro la riforma decisa con un voto di fiducia in parlamento ed imposta ai territori. Ma non bisogna disturbare il manovratore...
Si allegano, inoltre, i file sulla presa di posizione del Coordinamento Nazionale Ordini Forensi Minori che esprime il profondo dissenso sulle recenti affermazioni sulla geografia giudiziaria.
In merito alle dichiarazioni del Ministro Cancellieri si fa presente che la soppressione di un Tribunale non va rapportato prioritariamente al c.d. “indotto” ma alla tipologia dell’attività giudiziaria con una duplice garanzia alla collettività: il servizio giustizia e la presenza capillare dello Stato vicino ai cittadini anzichè un’entità lontana, quasi, astratta. Da ciò ne consegue anche il corollario delle attività sociali, commerciali, imprenditoriali e professionali del territorio. Affermando ''sono campanilismi sani e che vanno considerati con rispetto'', perche' sono una ''giusta difesa del livello di vita e di lavoro di una citta''', ma ''non si puo' tornare indietro su una riforma che ci ha dato credito in Europa'' è, contestualmente, sminuente (campanilismi) e contraddittorio (sani e rispetto). Infatti: si parla di crescita e di tutela del tessuto sociale con tutte le sue componenti e , poi, si decide in senso contrario desertificando e depauperando i territori.
Tutte dichiarazioni che fanno riflettere e pongono qualche dubbio ai cittadini sul modo di essere considerati importanti solo se di qualche interesse o di convenienza.
La situazione reale sulla (dis)applicazione della riforma si desume da una serie di problematiche e contraddizioni che spesso vengono sottovalutate.
Per non annoiare con un lungo elenco ne indico brevemente solo alcuni esempi e, quindi, non esaustivi a mia conoscenza:
Palazzo di Giustizia di
- Pinerolo: Vengono spesi ben €. 800.000= per l'adeguamento della struttura ormai quasi ultimata. Con la chiusura si sprecano fondi pubblici.
- Saluzzo: E' stato prescelto (oltre a Biella per il Piemonte) quale ufficio per il progetto pilota per il PCT. Dovrebbe essere soppresso con il PCT pienamente applicato, operativo e con il personale formato. La Casa Circondariale è stata ampliata in funzione di un'aumentata capacità di ospitare dei detenuti. Spesa piuttosto consistente sia per il PCT sia per l'ampliamento del carcere. Con la chiusura si sprecano ulteriori fondi pubblici.
- Cuneo: Il Palagiustizia della città dovrebbe accorpare gli uffici di Saluzzo e Mondovì. Per l'adeguamento della struttura si dovrebbero spendere altri consistenti somme di fondi pubblici circa €. 7 milioni.
- Acqui Terme: riporto (nell'allegato file"istanzevarie.doc") la notazione dell'avv. Piroddi (Pres. COA di Acqui Terme) sui fondi pubblici spesi (circa €. 5 milioni) per adeguare la struttura giudiziaria.
- Chiavari: Spesi €. 14 milioni (!!!!) per un edificio nuovo che, ora, dovrebbe essere soppresso.
- Bassano del Grappa: La struttura di cinque piani è costata 12 milioni (!!!!). Restaurati anche i due palazzi che ospitano giudici e pm. "Monumento allo spreco".
- Tolmezzo: Spesi €. 4 milioni. Ora dovrebbe essere soppresso.
- Castrovillari: Già spesi 6,5 milioni per una nuova struttura che dovrebbe essere soppressa.
Tra denaro pubblico speso per l’adeguamento/costruzioni nuove strutture, formazione del personale ed investimenti informatici ecc… mi pare che ci siano sufficienti motivi per ritenere assurda la riforma. Se si aggiunge che molti uffici (oltre a quelli menzionati) sono efficienti ed economicamente attivi la soppressione diventa surreale. Inoltre, molti uffici rientrano tra i parametri e/o criteri per continuare la loro attività, ma spesso sono stati ignorati.
Occorre, poi, considerare che l'accordo sulla mobilità del personale sottoscritto tra il Ministero e le OO.SS. ad ottobre 2012 (file allegato) è sostanzialmente bloccato da alcune ordinanze sospensive dei giudici del lavoro e dei tar (file summenzionati). Pertanto non può essere dato seguito ai trasferimenti dei dipendenti. Nonostante ciò si ipotizza di procedere oltre con un bando per la mobilità esterna da altri Ministeri.
Infine: ci sono ben 22 ricorsi pendenti alla Corte Costituzionale sulla geografia giudiziaria che il 2 ed il 3 luglio saranno oggetto della decisione della Consulta.
Si segnala, per opportuna informazione, che presso il Senato in data 22 gennaio 2013 è stata depositata una proposta di legge di iniziativa popolare (contrassegnata col n. 3) per l'abrogazione del dlgvo sulla soppressione con 60.000= firme. Un'iniziativa che rappresenta la precisa volontà dei cittadini di mantenere i presidi di prossimità. E' stata assegnata ma non è ancora iniziato l'esame.
Spesso ci si dimentica che in questa vicenda sono coinvolti anche gli uffici dei giudici di pace dei quali è ormai prossima la soppressione in base al D.M. pubblicato sul sito del Ministero il 28.2.2013 che poneva la scadenza, per le amministrazioni locali, al 29.4.2013 la possibilità di chiedere il mantenimento (anche consorziandosi) dell’ufficio del gdp che rappresentano quella giustizia c.d. (a torto) "spicciola" ma necessaria ai cittadini.
Ad oggi sono solo 288 (su 667) i gdp con la richiesta di “sopravvivenza” da parte degli Enti locali. Si fa rilevare che solo le spese per i giudici sono a carico dell’Amministrazione (che incassa i diritti del contributo unificato !!!) mentre tutte le altre spese sono a carico dell’Ente locale. Cioè lo Stato incassa i proventi e fa carico ai comuni di affrontare le spese senza ricavi !! La conseguenza è che pur consorziandosi molti Enti locali non sono in grado di mantenere l’ufficio perché vincolati dal patto di stabilità e/o per i tagli dello Stato nei loro confronti.
Tutto ciò è veramente “inaccettabile e scandaloso” e non, invece, la nostra lotta. !!!!!
Occorre considerare, inoltre, che il costante aumento (l’ultimo a gennaio 2013) dei contributi unificati, versati per le iscrizioni delle cause, rendono praticamente la giustizia un “bene di lusso”.
La motivazione della riforma è, soprattutto, determinata dal risparmio cioè dalla “revisione della spesa", allora si pone una domanda: perché i diritti forfettari ed i contributi unificati previsti per le cause (ora sono stabiliti anche per le separazioni e divorzi prima erano esenti) vengono destinati al calderone del MEF anziché essere assegnati e gestiti dalla giustizia (settore che incassa) in toto o, quantomeno, in una percentuale rilevante? In tal modo si troverebbero tutte le risorse (consistenti) e necessarie per gli investimenti e la gestione del settore giustizia. Una soluzione, se percorribile, davvero a "costo zero" ma con indubbi benefici per un servizio "giustizia" efficiente, snello con una presenza capillare dello Stato sul territorio rendendo inutile la riforma della geografia giudiziaria e, soprattutto, per evitare di trasformare in spreco il denaro pubblico già speso per gli investimenti di adeguamento/nuove strutture giudiziarie, informatizzazione ecc...
In tutta la vicenda il personale amministrativo non ha (avuto) voce in capitolo (se non con ricorsi alla magistratura) eppure gli effetti e le conseguenze sulla loro vita quotidiana (personale, organizzazione familiare, economica) saranno pesanti. Tenendo conto che, in questo ultimo anno, per motivi di bilanci sono tagliati altri servizi locali (tratte ferroviarie soppresse , trasporti pubblici eliminati o ridottissimi, sanitari…) con ulteriori costi per la logistica . Ai quali va aggiunto che dal 2010 è stato imposto il blocco dei rinnovi contrattuali e dei quali si prevede un’ulteriore proroga al 2014. Ma sembra non interessare a nessuno
L’eventuale correzione ipotizzata negli ultimi giorni di limitare il salvataggio a 7/8 tribunali, abbandonando gli altri al proprio destino, è alquanto incomprensibile ed insufficiente. Tale ipotesi vanifica l’obiettivo di rivedere la riforma con un progetto complessivo e razionale (uffici giudiziari con estensione ai giudici di pace) per il quale stiamo lottando da oltre un anno e per il quale si è arrivati fino alla Corte Costituzionale.
Non ha senso, quindi, continuare ad accelerare questo processo di smantellamento del sistema. Al nuovo Parlamento si chiede di intervenire con urgenza per evitare di distruggere la "giustizia di prossimità" e di mortificare interi territori del nostro Paese. E per tali motivi si insiste per una decisione unanime sulle istanze che arrivano dai cittadini-elettori e, quindi, quelli che voi rappresentate senza condizionamenti istituzionali esterni.
Ringrazio per l’attenzione, auguro buon lavoro e porgo cordiali saluti.
Franco Totaro














