/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 18 giugno 2013, 08:44

Il Collége Valle Maira si è presentato sabato 15 giugno a Dronero

La struttura ospita ragazzi che frequentano la scuola secondaria di primo grado

Il Collége Valle Maira si è presentato sabato 15 giugno a Dronero

Sabato 15 giugno sono apparse, nell’isola pedonale di via Roma a Dronero, grazie a Foto slow Valle Maira, una serie di fotografie di ragazzi impegnati in varie attività: scolastiche, ludiche, sportive… Verso le 16,30 poi, nel cortile del San Giuseppe, molti di quei ragazzi si sono radunati per presentare la struttura che li ospita e che offre loro la possibilità di svolgere molteplici attività: frequentare la scuola secondaria di primo grado, praticare lo sci di fondo, il nuoto, giocare, creare… crescere. Si tratta del “Collège Valle Maira di Stroppo”: struttura che ha le sue origini negli anni 50 e che era nata come “centro di addestramento e di lavoro”, orientato alla falegnameria e alla scultura su legno.

Dopo alcuni anni il centro di addestramento venne trasferito a Dronero dov’è tutt’ora attivo (afp) e, al suo posto, nacque il convitto alpino con funzione di  scuola elementare e di sezione staccata di scuola media. Il convitto , nonostante lo spopolamento, ha continuato a svolgere la sua funzione di accoglienza, di ragazzi della Valle e del fondovalle, per la frequenza della scuola media. Attualmente è l’unica struttura in provincia di Cuneo in grado di garantire la frequenza della scuola secondaria di primo grado in montagna.

L’edificio del Collège si trova lungo la provinciale che dalla statale porta a borgata Paschero  ed è composto da tre piani. Il piano terra ospita tre aule capienti e luminose nelle quali si svolgono le lezioni, al primo piano si trovano i locali della mensa, la cucina, l’aula informatica e i locali per lo svago, l’ultimo piano è destinato alla zona notte. La struttura offre accoglienza diurna e notturna ai “convittori”, assicurando vitto, alloggio, trasporto e un adeguato progetto educativo, oppure solo accoglienza diurna ai “semiconvittori” cui vengono offerti il pranzo giornaliero, la merenda e  l’assistenza nello svolgimento dei compiti. Per quest’ultima modalità è previsto un servizio pullman da Dronero. Il personale del Collège è composto da tre assistenti e una cuoca.                

Il Collége svolge un ruolo scolastico e sociale di notevole importanza per la Valle Maira: costruisce rapporti tra scuola, famiglie e comunità di montagna e limita per molti ragazzi il viaggio da casa a scuola e viceversa, cosa che in alcuni casi, potrebbe risultare impossibile, soprattutto durante la stagione invernale. Chi fosse interessato a visitare il Collegé Valle Maira può farlo programmando la visita al numero 0171/999115.

Osservando le foto e i ragazzi,  un’ex assistente del convitto ci ha voluto ricordare la sua esperienza professionale e umana .

 

Un’esperienza indimenticabile

Avere meno di vent’anni e lavorare in valle Maira: la mia Valle. Un sogno che si è realizzato per me tanto tempo fa grazie al Convitto Alpino di Stroppo.

Un sogno che ha segnato profondamente la mia vita personale e professionale.

I ragazzini di allora sono ormai adulti ed è sempre un piacere incontrarli, salutarli e ricordare quelle bellissime giornate trascorse insieme. Alcuni sono già genitori e mi presentano, orgogliosi, i loro bambini. Solo allora mi rendo conto che gli anni sono veramente passati perché chi ha vissuto Stroppo a vent’anni non può invecchiare: le giornate, vissute al ritmo di un’adolescenza ritrovata, rimangono nel cuore e nella mente e, ripensandoci, si ritorna ragazzi pronti ad affrontare una partita a pallone, un’ escursione tra i boschi o una battaglia con i cuscini prima di infilarsi sotto le coperte.

Quel “casermone” è stato ed è , per la Valle, una sorgente di vita.

Al suo interno sono cresciute generazioni di valmairesi e non. Qui i ragazzi si sono allenati alla vita condividendo spazio, tempo, gioie e dolori.

La convivenza forzata dal lunedì mattina al sabato, a volte, poteva risultare difficoltosa ma c’era sempre il modo di risolvere i problemi.

 Gli impegni quotidiani: rifarsi il letto, apparecchiare, sparecchiare, occuparsi, a turno, degli spazi comuni, frequentare le lezioni, svolgere i compiti assegnati…erano scanditi da orari precisi, quasi militari ma vissuti in allegria.

La parola d’ordine era condivisione. Solo così si studiava, si mangiava, si dormiva fianco a fianco senza problemi, si imparava a rispettare il prossimo, ad aiutarlo, a sostenerlo nelle difficoltà: si cresceva.

Il refettorio, la cucina, la sala giochi, le camerate erano spazi vivi: ogni luogo era adatto ad uno scherzo, una risata, una canzone e perché no…ad un disastro: piatti rotti, acqua rovesciata, capitomboli, sacchi nei letti …. qualche lacrima….qualche litigio e via… amici come prima.

Il momento migliore era la sera, quando si andava a letto. Ottenere il silenzio era un’impresa: c’era sempre un’ultima risata, un’ultima battuta, un’ultima confidenza che non poteva aspettare la mattina successiva. Poi le voci andavano pian piano scemando, la stanchezza e il sonno prevalevano e, finalmente, calava il silenzio.

Un silenzio tipico della montagna.

Dalla mia stanza udivo il respiro dei ragazzi e pensavo alle loro famiglie, alle mamme e ai papà che sicuramente sentivano nostalgia dei figli.

In quei momenti, nonostante la giovane età, mi sentivo grande, responsabile, matura.

Poi arrivava il mattino: la sveglia suonava sempre troppo presto e interrompeva i sogni, miei e dei ragazzi. Guardando quei volti assonnati e iniziando le “prediche”: lavati, vestiti, sbrigati…tornavo ragazzina anch’io, pronta a mettermi in gioco, a scendere le scale di corsa, ad alimentare la voglia di vivere.

Percorrendo ora, a distanza di 25 anni, la strada della Valle non riesco ad attraversare Stroppo senza rallentare e volgere lo sguardo al Convitto. Aver visto che, nel corso degli anni, gli enti locali si sono attivati per mantenerlo e migliorarlo ristrutturandolo e realizzando pure una palestra mi ha fatto molto piacere perché la scuola è, per la montagna, un servizio essenziale, un diritto costituzionale e non si può né si deve giocare sulle scelte di chi ama il territorio.

Marilena Beltramo

M.B.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium