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Attualità | 07 novembre 2013, 16:11

L'AIL di Cuneo ha aperto la terza "casa AIL" a Cuneo, in via Bassignano 52, sabato 26 ottobre.

Per l'occasione, erano aperte anche le altre case, vicinissime a quella nuova (via Schiaparelli 23 e 29).

L'AIL di Cuneo ha aperto la terza "casa AIL" a Cuneo, in via Bassignano 52, sabato 26 ottobre.

La giornata di inaugurazione della terza “casa AIL” a Cuneo, destinata a pazienti e parenti in cura presso il reparto di Ematologia provenienti da fuori città, è stata un successo insperato. Tante le persone che, lo scorso sabato 26 ottobre, hanno seguito con attenzione le relazioni nella sala riunioni dell’ospedale (tutti esauriti i cento posti a sedere): soprattutto volontari, ma anche malati, parenti, sostenitori a vario titolo della causa AIL. Doveva essere forte il desiderio di condividere un risultato costruito con il contributo di tutti: perché davvero quanto fatto dall’associazione, ora e in passato, è il frutto della generosità delle persone, delle piccole e grandi donazioni, del tempo regalato dai volontari sulle piazze per distribuire Stelle di Natale e Uova di Pasqua. Lì in mezzo le speranze, i dolori, le gioie di chi ha affrontato il difficile percorso della malattia e che ha trovato nell’AIL una presenza tangibile, una forma concreta di solidarietà.

  Alla segreteria è toccata una dettagliata descrizione del percorso delle residenze dal 2004 ad oggi, con i dati sui posti letto (ora 14 in totale), sugli ospiti transitati (oltre 400), sulle notti e quindi sui costi sociali risparmiati (15.000 notti per centinaia di migliaia di euro di costi alberghieri). A seguire l’intervento del dott. Andrea Gallamini, primario dell’Ematologia dell’ospedale “S.Croce” di Cuneo, che ha spiegato la storia del reparto negli anni, fino al cantiere attualmente in corso per la nuova degenza, premendo sul supporto parallelo e irrinunciabile dell’AIL. Al dr. Nicola Mordini il compito di illustrare un ambizioso progetto per la dimissione anticipata dei trapiantati di midollo, da realizzare proprio nelle “case AIL”: un mini ambulatorio, un’equipe medico-infermieristica per le visite e i prelievi, ma soprattutto il malato prontamente fuori dall’ospedale. Un progetto innovativo in Europa (sperimentato finora in Svezia e Spagna) che trasformerebbe in realtà quello che finora era solo un sogno per una tipologia di malati normalmente costretti a lunghi periodi di isolamento nelle camere sterili. A coronare gli interventi, il saluto dei “colleghi” dell’AIL di Livorno e della vicepresidente AIL nazionale, d.ssa Maria Luisa Rossi Viganò.

 Non hanno nascosto l’emozione i signori Piero ed Elda Rubino, fondatori dell’associazione e genitori di Paolo, il giovane morto di leucemia a cui è intitolata l’associazione: “E’ difficile esprimere a parole le sensazioni che suscitano ogni volta in noi la vicinanza e la fiducia dei nostri sostenitori. Comprendiamo quanto sia impegnativo, oggi, mettere a disposizione piccole e grandi risorse nel nome del volontariato e siamo fieri che il nostro lavoro e la nostra associazione meritino questo affetto. Per noi parlano le storie concrete, quelle partite dal dolore per la perdita di Paolo per poi snodarsi in un percorso tracciato dal coraggio e dalla speranza che, con l’aiuto di tutti, la malattia si può combattere e magari vincere. Tutte queste storie, però, sono segnate dall’incontro con persone speciali, che hanno saputo cogliere il valore della solidarietà e della condivisione: mille volte grazie per tutto quello che avete fatto e per quello che ancora vorrete fare, con voi e anche per voi siamo spronati a lavorare di più e sempre meglio!”.

 Aggiunge il Presidente, Elsa Morra: “E' stata una giornata ricca di emozioni. Non è stato solo un convegno, non è stata solo un'inaugurazione: è stata una vera dimostrazione di affetto, una festa tra amici, una giostra di sorrisi. Almeno, così l'abbiamo percepita noi dell'AIL. Speriamo sia stato qualcosa di simile anche per tutti i partecipanti, che abbiano percepito la riconoscenza che ci lega ai volontari, ai malati, al nostro reparto. In fondo, non c'è altro modo di ringraziare davvero chi ci aiuta se non facendo cose concrete. Come ogni successo, vogliamo che anche questo sia non tanto un punto di arrivo quanto un punto di partenza per immaginare insieme i nuovi impegni per il futuro. Ovviamente, da realizzare insieme a tutti i nostri amici e sostenitori”!

 

rg

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