Non solo una quantità maggiore di neve rispetto ai 2 metri cubi di neve per metro cubo di acqua prodotti dai cannoni sparaneve, ma anche una considerevole riduzione di energia ed un notevole risparmio in termini di materia prima, l’acqua appunto.
Sono in molti a guardare alla tecnologia innovativa, già messa a punto in laboratorio, da un gruppo di ricercatori dell'Università di Risorse Naturali e Scienze Umane e dell’Università Tecnica di Vienna (che durante l’attuale stagione invernale sarà testata per la prima volta presso Obergurgl, località sciistica tirolese al confine con l’Italia) e che prevede la produzione di neve tramite l’utilizzo di nuvole artificiali.
Introducendo gocce d’acqua all’interno di un pallone collocato a 3,5 metri di altezza – quasto in buona sostanza il progetto cui si lavora - sarà possibile creare una sorta di nuvola artificiale: la temperatura della camera d’aria, inferiore ai -5 gradi centigradi, farà sì che le gocce d’acqua passino dallo stato liquido a quello solido ed i piccoli cristalli che si creeranno contribuiranno ad ingrandire la nuvola artificiale, fungendo da magneti e formando via via cristalli più grandi che cadranno dal pallone come fossero neve, in ragione di 15metri cubi ogni mille litri d’acqua. Una neve artificiale, per di più, di alta qualità e con una densità relativamente bassa, parecchio vicina alla consistenza della neve naturale.
La nuvola artificiale potrà tuttavia essere utilizzata solo a temperature prossime allo zero. Il raffreddamento della camera d’aria della nuvola, seppur possibile, comporta infatti un importante dispendio di energia, che vanificherebbe di colpo tutto quanto scritto sin’ora in materia di risparmi.
Scopo dichiarato di questa sperimentazione è quello di offrire un sistema per la produzione di neve artificiale alternativo a quelli esistenti. La neve prodotta dalla nuvola artificiale è pensata appositamente per l’utilizzo presso impianti sciistici dove la qualità della neve influenza direttamente l’esperienza di discesa, come gli snow park o le zone per principianti.
I tempi? Gli austriaci contano di immettere il primo prototipo sul mercato in due anni e lanciare la tecnologia su larga scala in quattro.







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