"Si chiama Sagat l’ultima possibilità di sopravvivenza per l’aeroporto di Levaldigi", afferma convinto il presidente dell'Atl di Cuneo, l'avvocato Gianni Vercellotti e se così non fosse, il rischio è quello di andare verso una procedura di liquidazione.
"So perfettamente che pensare anche solo lontanamente ad una procedura di liquidazione da' fastidio a molti - sottolinea Vercellotti - ma è la realtà e dobbiamo essere non solo concreti e coerenti ma è anche nostro dovere spiegare cosa sta accadendo. Forse non è politicamente corretto ma è la verità". Il momento è certo delicato e si attende la metà di febbraio per valutare possibili alternative, una delle quali parla inglese.
"È vero, in campo ci sono ancora gli inglesi e la loro proposta, ma non è più tempo di tergiversare, è necessario trovare una soluzione in tempi rapidi e credo, vista la congiuntura negativa a livello internazionale - prosegue il presidente dell'Atl - che non sarà facile". Quello di cui Levaldigi ha bisogno, è un impegno forte, si parla di un 30 per cento delle quote. "Una percentuale simile - spiega ancora Vercellotti - e' alla portata solo di un grande gruppo internazionale o di qualche ente pubblico ma sappiamo che le finanze pubbliche sono ormai agli sgoccioli".
"La situazione è molto delicata - prosegue il presidente Atl - e la crisi a livello internazionale certo non ci aiuta. Per esempio l'impegno con gli imprenditori russi e' saltato perché sono sorti altri problemi economici legati alla situazione della stessa Russia e siccome anche lo Stato avrebbe dovuto intervenire, la prudenza ha poi vinto su una situazione che pareva precaria è così la cordata russa non se l'e' più sentita di riprendere il discorso, anche alla luce dei rapporti abbastanza tesi tra il loro governo ed il nostro".
Anche dal punto di vista turistico tante porte si sono chiuse, visto che noi siamo affacciati su un Mediterraneo che è in guerra e quindi difficilmente appetibile come destinazione di svago. Sempre più importante a questo punto, diventa un accordo con la Sagat di Torino Caselle, un "gemellaggio" auspicato da tempo, che però stenta a decollare, eppure i motivi positivi per trovare un accordo non mancano.
"Levaldigi - prosegue il presidente Vercellotti - e' a tutti gli effetti lo scalo numero due del Piemonte e tenuto conto delle interruzione a causa del meteo e la possibilità di trattare alcuni voli sulla nostra lista, la regione potrebbe benissimo tenere in piedi due realtà aeroportuali come Torino Caselle e Cuneo Levaldigi. A questo punto è necessario lavorare insieme, bisogna trovare una collaborazione che fino ad ora non c'è stata. Il nostro è un territorio dalle grandi potenzialità e dal grande interesse per i mercati economici e turistici di tutto il mondo. Pensiamo alla produzione agricola, all'enogastronomia, all'Unesco, all'offerta di tipo sportivo e culturale, eppure non riusciamo a creare una via logistica che porti a degli sbocchi e quindi ad uno sviluppo positivo. Pare pacifico che nella partita di Levaldigi - sottolinea il presidente Atl - non può tirarsi fuori la Regione. Vedremo come agirà il presidente Sergio Chiamparino che tra l'altro in queste ore e' tra i candidati per diventare presidente della Repubblica. Io penso che uno spirito troppo aggressivo e soffocante non giovi a nessuno. Spesso mi viene da pensare che quello che da' fastidio sia la vivacità della Granda, a livello imprenditoriale e turistico. Dobbiamo però unire le forze, anche in vista dell'Expo di Milano, che per la Granda sarà una grande possibilità. Teniamo presente che ci sono anche dei lavoratori che operano nella realtà aeroportuale in maniera diretta o come indotto e che vanno assolutamente tutelati".
Il presidente Gianni Vercellotti chiude con una battuta: "Speriamo che Dio ci assista. E soprattutto speriamo che ci assista il presidente Chiamparino".














