Sulla Fondazione CRC notiamo con soddisfazione che si è aperto un dibattito interessante in occasione del futuro rinnovo (da parte dei Comuni committenti) delle nomine di alcuni membri del Consiglio Generale della stessa, che dovrà avvenire fra un anno.
In base alle nuove regole, che la Fondazione si è data, è stata posta come condizione la assenza di incarichi amministrativi comunali da almeno un anno per rimarcare l'esigenza di una separazione fra il mondo della politica e l'attività della Fondazione. Il risultato è stato paradossale, determinando una sorta di elezione preannunciata, senza regole, di alcuni Consiglieri Comunali, che hanno dato le dimissioni dal Consiglio Comunale in vista della loro futura nomina nel Consiglio Generale, rendendo così ancora più evidente l'intreccio fra politica e Fondazioni (dove spesso sono i consolidati gruppi dirigenti di queste ultime a svolgere un ruolo dominante).
Contro questa inaccettabile evidenza sono apparse alcune prese di posizione che hanno evidenziato la criticità di questo opaco rapporto fra Fondazioni e Amministrazioni Comunali. Spesso si ripetono cose già denunciate in passato, soprattutto da pochi "esuli in patria", ma vale sempre la pena ricordarle e condividerle con il maggior numero possibile di persone interessate alla trasparenza delle decisioni assunte dai pubblici poteri.
Noi della Costituente dei Beni Comuni sappiamo chi ha manovrato tutte le operazioni politiche nella nostra città (dal tradimento delle Primarie in avanti), sappiamo quale sistema di potere ruota attorno a questa importantissima istituzione, sappiamo che molti degli scontri nella maggioranza e dei tentativi di ricomposizione con una parte - la più importante, il PD - delle minoranze avvengono attorno a quelle poltrone.
Leggiamo quindi con piacere gli ultimi interventi, anche di "alcune" significative personalità politiche dello stesso partito ("alcune" perché altre sono troppo interessate alle proprie personali carriere per esporsi su questo tema), che confermano quanto in questi mesi andavamo predicando, trattati da "matti del villaggio": interpellanze, ordini del giorno, rimasti sempre senza risposte di merito. Ci siamo sempre trovati spesso soli contro un muro di silenzi, soli quando chiedevamo al Sindaco di convocare i vertici della Fondazione, soli quando difendevamo importanti campagne, come quella per la gestione pubblica dell'acqua o quella per la Cuneo-Nizza, dagli sberleffi del Presidente dell'immacolata istituzione, irrisi anche dalla sopracitata forza più importante delle minoranze, che confermava così il proprio travaglio interno.
Continueremo perciò a chiedere che vengano rispettate le regole più elementari sulle nomine pubbliche, in particolare: la competenza (certificata da Curricula adeguati e pubblicati dopo la nomina, assieme allo stato patrimoniale ed ai compensi percepiti), la parità di genere (nel rispetto dell'Art. 51 della Costituzione e in coerenza con i principi della legge n° 215 del 23 Novembre 2012), l'impegno a realizzare, da parte dei nominati, la massima trasparenza nel loro operato in un rapporto costante con la cittadinanza (e non nel segreto delle "stanze", come avviene oggi).
Costituente dei Beni Comuni, Cuneo




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