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Saluzzese | 04 maggio 2015, 08:01

Il 31 maggio il turismo invernale di Crissolo riparte ancora una volta da zero: futuro tutto da disegnare

Con l’Auxilium che non rinnova il contratto di gestione e la Sipre che rivuole indietro (ed in buono stato) skilift, battipista, radio ed attrezzature varie, a suo tempo concessi in comodato d’uso al Comune, tutto è in alto mare. Servono 170.000 euro per la revisione delle due sciovie

Il 31 maggio il turismo invernale di Crissolo riparte ancora una volta da zero: futuro tutto da disegnare

Quella del 31 maggio prossimo sarà l’ennesima data focale per il futuro del turismo invernale di Crissolo, in Alta Valle Po.

Venuta meno per scadenza naturale la gestione degli impianti affidata alla Cooperativa Auxilium (che la coop ha comunicato di non essere disponibile a rinnovare), a fine mese scadrà anche  - stando alla Sipre della famiglia Genre – quell’accordo trilaterale (Sipre-Comunità Montana-Comune di Crissolo) che prevedeva la concessione in comodato d’uso gratuito degli impianti di risalita, dei gatti battipista e di una manciata di altre attrezzature (di proprietà della Sipre) al Comune di Crissolo qualora la Provincia le avesse rilasciato una concessione per il potenziamento di una centralina idroelettrica.

Impianti, battipista ed attrezzature varie che la Sipre ha chiesto al Comune le vengano restituiti non solo alla scadenza del 31 maggio, anche nelle stesse condizioni in cui questi gli erano stati affidati. Più facile a dirsi che non a farsi dal momento che la Sipre ha più volte lamentato, anche dalle nostre colonne, lo stato di semiabbandono in cui si sono ritrovati vergognosamente a versare importanti componenti del “pacchetto”.

Secondo il Comune, la fine del comodato d’uso equivarrà al simultaneo ripristino dell’accordo trilaterale, ma la cosa non sembra né così facile, né così automatica.

Anzi, si potrebbe dire che così non sarò affatto.

Una volta tornata in possesso dei suoi due skilift, la Sipre sarà infatti attesa da una doppia revisione ventennale, che costerà una cifra improponibile per una Società privata, che perdipiù attende vanamente da 10 anni che la Provincia “batta un colpo” sul potenziamento dell’esistente centralina idroelettrica già presente in zona: 170.000 euro.

Altri ragionamenti si impongono – dice Gabriele Genre, responsabile della Sipre – e noi siamo disponibili ad affrontarli e discuterli tutti: ma quei 170mila euro sono un macigno, un ostacolo insormontabile, specie dopo che la Regione, che per le revisioni degli impianti a fine della Valle Po (Crissolo e Pian Munè: ndr) ha speso in questi anni all’incirca un milione di euro, ha quasi finito i soldi”.

Sullo sfondo rimane anche l’ingratitudine di parte del paese, sempre più incline a criticare che non ad investire su quella che qui era, è e rimane la prima fonte di reddito: il turismo.

Negli anni, raramente il nostro lavoro è stato riconosciuto da taluni crissolesi: ecco la vera ragione per la quale abbiamo deciso di tirare definitivamente i remi in barca, Se così non fosse stato avremmo certamente continuato: è sempre stato un lavoro che mi ha appassionato, ma non a tutti i costi, non a dispetto dei santi” ebbe a dirci Genre in occasione del suo addio alla gestione della stazione invernale. Oggi, se possibile, la situazione potrebbe anche essere peggiore di allora.

Walter Alberto

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