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Saluzzese | 09 luglio 2015, 08:29

Via il Patto di Stabilità per i Comuni con meno di 5.000 abitanti: lo chiede l’Unione del Monviso

Fatto proprio lo specifico Ordine del giorno dell’Uncem Piemonte finalizzato al porre in essere tutti gli strumenti utili atti a consentire ai Comuni una operatività che il Patto di Stabilità invece non consente

Il presidente dell'Unione dei Comuni del Monviso Mario Anselmo

Il presidente dell'Unione dei Comuni del Monviso Mario Anselmo

Secca presa di posizione dell’Unione Montana dei Comuni del Monviso. Nei giorni scorsi la Giunta del neonato Ente che annovera al suo interno i Comuni di Castellar, Crissolo, Brondello, Gambasca, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Paesana, Pagno, Revello e Sanfront ha fatto proprio lo specifico Ordine del giorno stilato dall’Uncem Piemonte e finalizzato al porre in essere tutti gli strumenti utili atti a consentire ai Comuni una operatività che il patto di stabilità invece non permette.

Considerato che il Patto di stabilità è l'insieme delle regole con cui i Comuni concorrono al risanamento dei conti pubblici, che dal 2010 al 2014 i Comuni hanno contribuito al risanamento del Paese con oltre 17 miliardi di cui 8.5 miliardi per il Patto di Stabilità e altri 8.5 come riduzione della spesa, che il concorso dei Comuni di ridotta dimensione demografica al risanamento dei conti pubblici si è rivelato in tale contesto ancor più gravoso in rapporto alla consistenza delle loro entrate, che l'assoggettamento alle regole del Patto di Stabilità dei Comuni con popolazione compresa fra 1.001 e 5.000 abitanti - il cui margine di manovra sulle entrate del Titolo IV (oneri di urbanizzazione, piano di alienazioni etc..) è assai limitato - non è sostenibile dal punto di vista finanziario, che l'assoggettamento dei Comuni con popolazione compresa fra 1.001 e 5.000 abitanti alle regole del Patto di Stabilità si rivela altresì non sostenibile dal punto di vista dell'impatto socio-economico in quanto produce inevitabili ritardi sui pagamenti alle imprese ed una contrazione della spesa corrente con immediate ricadute negative sui servizi alla collettività, che la complessità e variabilità delle norme che regolano il patto rende sempre più difficile per i Comuni effettuare investimenti ed onorare gli impegni di spesa pur avendo le risorse a disposizione e che a fronte degli elementi fortemente negativi conseguenti all'applicazione del patto ai Comuni con popolazione compresa fra 1.001 e 5.000 abitanti, il beneficio in termini di “risparmio” si attesta in termini percentuali prossimi allo zero la Giunta dell’Unione Montana dei Comuni del Monviso presieduta dal sindaco di Paesana Mario Anselmo ha chiesto “che i Comuni fino a 5.000 abitanti vengano esclusi dall'applicazione della disciplina del patto di stabilità”.

W.A.

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