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Al Direttore | 12 ottobre 2015, 18:32

L'avventura di Cristina Biglione nello scambio con il Belgio "by Lions Club"

Riceviamo e pubblichiamo

L'avventura di Cristina Biglione nello scambio con il Belgio "by Lions Club"

Gentile Direttore,

la mia avventura inizia il 4 luglio con molta paura ma anche eccitazione, essendo il mio primo viaggio da sola all’ estero ed il mio primo scambio con i Lions.

Al mio arrivo all’aeroporto di Bruxelles sono stata accolta dalla prima famiglia, I Mekkens, ma più precisamente da Isabelle, una giovane Leo. Durante questa settimana Isabelle mi ha guidata alla scoperta di tutto quello che riteneva che una persona della mia età dovesse scoprire sul Belgio, come ad esempio un tour turistico in bici di 30 km oppure il festival di musica amatoriale. Ho inoltre fatto la conoscenza di tutta la famiglia di Isabelle, sono rimasta piacevolmente colpita dalla nonna, la quale mi viziava come una nipote e dal padre, il quale mi trattava come una figlia.

Durante la settimana trascorsa a casa Mekkens ho visitato moltissimi paesi come Anversa, Brugges e la bellissima Leuven, da molti ingiustamente sottovalutata. In Isabelle non ho solo trovato una host sister, ma un amica, che ha saputo consigliarmi ed indirizzarmi al meglio ad ogni mio dubbio.

La prima settimana è passata assai in fretta e presto ho dovuto cambiare famiglia, incontrando i De Weer, famiglia composta da i genitori e due figlie, una delle quali aveva più o meno la mia età. In questa famiglia i ritmi e le abitudini erano completamente diverse, in quanto una famiglia ha per forza di cose ritmi diversi da una studentessa universitaria di 20 anni. Durante questa settimana ho visitato paesi come Liege, Gant, Bruxelles e Wenduine, una piccola città che si affaccia sul mare del nord. Non fatevi ingannare dalla dicitura ‘’mare del nord’’ non è così freddo e desolato come me lo sarei immaginato, un posto non caldo come le nostre spiagge ma comunque assai piacevole e devo ammettere davvero bellissimo.

La terza settimana invece mi sono spostata leggermente più lontano da Bruxelles (circa a un’ora da Gant), ed il paesaggio è completamente cambiato.

Il Belgio è idealmente diviso in 2 parti, la Vallonia e le fiandre; queste non sono solo due regioni diverse, ma due realtà completamente opposte. Nelle fiandre si parla olandese, è caratterizzata da grandi città e molto da visitare per coloro che amano le città. Nella Vallonia invece si parla (con molto orgoglio) francese, è costituito principalmente da foreste e da piccole cittadine. Queste sono le due realtà completamente opposte che costituiscono il Belgio, non esistono vie di mezzo fra i due, ci si accorge immediatamente quando si cambia regione.

La mia terza famiglia, I Fontaine, mi hanno mostrato come una città come Mons possa diventare ancora più bella ed interessante ospitando l’anno europeo della coltura. Un anno in cui si mette in mostra il patrimonio culturale della città ma anche di tutta la regione, tramite esposizioni a tema come la mostra del DOUDOU, riguardante un evento tipico di Mons, o l’Atropolis, museo d’arte moderna, focalizzata soprattutto sulle ultime decadi. In questo museo si poteva lasciare un messaggio o una citazione, un qualcosa che ci descriva, sperando che qualcuno la comprenderà, se ne sentirà partecipe e ne farà buon uso.

Per quanto riguarda il cibo un "must’’ sono sicuramente i waffle, venduti in Belgio in tutti i modi possibili ed immaginabili (persino nelle macchinette), dal dolce al salato, passando persino attraverso un miscuglio dei due. Ma un "must’’ assoluto è la cioccolata ed in generale la piccola pasticceria (come ad esempio il negozio di Bruxelles che vende esclusivamente macaroons, una delizia unica).

Tralasciando la pasticceria ci sono tantissimi piatti da provare, come ad esempio cozze e patatine fritte, molto più croccanti di quelle italiane e decisamente superiori; oppure la birra, assolutamente da assaggiare per gli amanti del genere.

Per questa stupenda esperienza ringrazio il Lions Club, che mi ha permesso di poter partecipare a questo scambio di vita.

Consiglio a tutti coloro che in futuro partiranno con meta il Belgio di portarsi una fotocamera sempre con sé in quanto ci sono paesaggi davvero bellissimi, assolutamente da fotografare a mio parere.

Grazie,

Cristina Biglione

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