Si è concluso ieri pomeriggio, giovedì 29 ottobre, il bando del Comune di Fossano per l’assegnazione di cinque borse lavoro per giovani neo laureati e neo diplomati.
Fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale per offrire a ragazze e ragazzi meritevoli l’opportunità di maturare un’esperienza, vicina al proprio percorso di studio e alle proprie attitudini, in vari enti del Comune, attinge ad un fondo messo a disposizione della Fondazione Cassa di Risparmio che permette ai ragazzi selezionati di ricevere un compenso di 480 Euro mensili.
Oggi è stata stilata la graduatoria definitiva, pubblicata come ogni altra fase del bando sulla home page del sito Internet del comune, nella sezione concorsi e sull’albo pretorio on-line.
Due i giovani laureati, un ragazzo ed una ragazza, che hanno sostenuto e superato il colloquio attitudinale e tre le giovani neo diplomate selezionate tra le prime sette domande in graduatoria.
Prestando attenzione alla documentazione che si è susseguita sulla pagina internet del comune dalla pubblicazione del bando di cui si è parlato ampiamente sui giornali locali e sui social, saltano agli occhi due note stonate.
Innanzitutto il numero delle domande presentate: solo 15 per un’iniziativa che non era sicuramente mirata ad arginare la disoccupazione giovanile, ma almeno a proiettare cinque ragazzi e ragazze in un contesto lavorativo e creare una forma di esperienza.
Ancora più stupore suscita il fatto che al primo colloquio, quello canonico, si siano presentati in tre, invece dei dieci attesi stando alle istruzioni del bando.
Notando queste discrepanze abbiamo intervistato l’assessore Cristina Ballario: “Ci sono due considerazioni da fare. Da un lato ci dobbiamo interrogare sulle reali proporzioni della disoccupazione giovanile nella nostra zona. Il bando, infatti, era aperto anche a residenti in altri comuni sebbene la residenza fossanese comportasse un punteggio più alto. Dall’altro lato ci siamo interrogati sulla comunicazione. Dal momento che non si può negare né il tasso di disoccupazione, né la correttezza della modalità di pubblicizzazione del bando che ha seguito l’iter tipico di tutti i bandi di questo tipo, la bassa affluenza iniziale e la poca attenzione alla pubblicazione dei risultati deriva da una scarsa conoscenza, da parte dei ragazzi e delle ragazze che si avvicinano al mondo del lavoro, di quali siano i sistemi utili a trovarlo.”
Più che creare opportunità lavorative dedicate, quindi, occorre lavorare sugli strumenti per trovare lavoro, partendo dalle scuole, che svolgono a tutti gli effetti il ruolo di agenzie di intermediazione.










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