Domani, si taglia la malta che sigilla la botola di marmo del Cinquecento, posta davanti al monumento funebre di Ludovico II, nell’abside della chiesa di San Giovanni: si scende nella cripta alla ricerca delle sepolture dei marchesi di Saluzzo, insomma.
Ottenuti i permessi della Soprintendenza, inizia il secondo step del progetto “ I Marchesi di Saluzzo in San Giovanni” finanziato dalla Fondazione CrSaluzzo, condotto dal team della Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa, diretta da Gino Fornaciari.
All’operazione lavorano il ricercatore saluzzese della divisione stessa Raffaele Gaeta, il restauratore Paolo Cecchettini dell’Opificio di pietre dure di Firenze, l’archeologo Antonio Fornaciari.
La botola era stata sigillata negli anni '50 – racconta il medico saluzzese che ha promosso il progetto per lo studio della travagliata storia della cripta e della presunta necropoli nella Chiesa di San Giovanni, alla ricerca di tracce di sepolture medioevali e rinascimentali per il successivo studio nei laboratori dell’ateneo pisano. Un epitaffio ricorda la sepoltura di un marchese del Carretto del 1948. Il Vacchetta, maestro di Disegno all'Accademia albertina di Torino, nel 1931 ha lasciato il disegno con il prospetto dell’edificio sacro e della cripta; nel 1908 nel testo di Lobetti –Bodoni si racconta la discesa nei sotterranei, tra le ossa dei monaci “ma del marchese non c’è traccia alcuna” .
Sulla sepoltura di Ludovico II ci sono fonti discordi. Nel manoscritto, il “Carneto” di Giovanni Andrea Saluzzo che partecipò ai funerali nel 1504, si legge che venne sepolto nella chiesa, dove la sepoltura antica dei marchesi.
La prima fase del progetto del team di paleopatologia, ha già visto la mappatura con il georadar della sotto superficie della chiesa che ha evidenziato diverse sepolture.













