La casa editrice Buckfast Edizioni è lieta di annunciarvi l’uscita del libro "I racconti di Natale ëd Tòni: pa mach ëd fioca".
Il testo, magistralmente scritto da Antonio Tavella, originario di Racconigi, in piemontese, con testo a fronte in italiano, è una raccolta di racconti natalizi, il primo dei quali è la rivisitazione liberamente tratta dall’autore dal “Cantico di Natale” di Charles Dickens.
Un’opera unica nel suo genere, illustrata dall’abile mano di Gianfranco Conforti, detto Paco, preziosa non solo perché valorizza il dialetto piemontese antico, che si sta perdendo, ma anche perché vuole sottolineare l’importanza e il valore delle radici culturali e storiche che non devono essere mai dimenticate. Una lingua dei nostri avi che racchiude tante curiosità, informazioni, un sapere dimenticato che ci può aiutare a vivere un futuro con una consapevolezza diversa. Un futuro che può essere affrontato amalgamando diverse lingue e diverse culture, per conoscersi e comprendersi vicendevolmente.
La simpatia e l’ironia con cui l’autore narra le malefatte dei protagonisti, tra cui il cattivo e avaro Pietro Verdotti, e i coloratissimi e divertenti disegni di Paco, accompagnano il lettore – di ogni età – in un magico viaggio natalizio tra fantasia e divertimento.
Un libro ambientato nel Piemonte di metà Ottocento, che riporta il lettore in un passato che viene piacevolmente ripercorso nei nostri ricordi di bambini.
Per quanto riguarda le illustrazioni, Paco ha cercato di restituire visivamente al lettore la fanciullesca gioia che porta il Natale, utilizzando simboli come i pupazzi di neve, oppure le statuine del Presepe, oppure ancora le espressioni estasiate ed accaldate di bambini festosi.
Un posto importante hanno gli animali; in ogni disegno vi è un cane, un gatto, un topolino oppure anche solo un ragno. Questo perché crediamo sia importante non dimenticare esseri viventi che, in un mondo pieno di superbia umana, sono considerati inferiori ed a cui si infliggono spesso ancora inutili sofferenze. Così come occorre non dimenticare i più deboli, i più emarginati fra noi, ed occorre farlo con gesti quotidiani.
Non è forse questo il senso del Natale?
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martedì 03 febbraio
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