Giovedì 25 febbraio, presso la Biblioteca Civica “Nicola e Beppe Milano” di Farigliano, si è tenuto il terzo incontro dei “Pomeriggi Insieme dei SempreGiovani”, iniziativa del Comune di Farigliano in collaborazione con il circolo CRAL di Farigliano.
A questo incontro, avente come tema i flussi migratori da e verso l’Italia, introdotto dalla Signora Romana Gaiero e iniziato con un breve omaggio al recentemente scomparso scrittore alessandrino Umberto Eco, un accenno al premio “Orso d’Oro” di Berlino conferito al film di Gianfranco Rosi “Fuocoammare”, che tratta proprio delle recenti immigrazioni verso il nostro Paese, e alla medaglia d’oro al merito conferita alla popolazione di Lampedusa dalla Croce Rossa Italiana per l’umanità e l’accoglienza dimostrata nei confronti dei migranti sbarcati sull’isola in questi ultimi anni, è intervenuto il Dottor Guido Raineri, ex direttore della Struttura Complessa Malattie Infettive e Tropicali dell’Azienda Sanitaria Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo.
Il Dottor Guido Raineri, attraverso la proiezione di testi e immagini, ha illustrato al folto pubblico presente come sono avvenuti i movimenti migratori da e verso l’Italia a partire dal 1876 fino ai giorni nostri, ricordando come il nostro sia stato dapprima un Paese di emigranti e poi soprattutto un Paese di immigrati, nonostante ancora oggi siano molti coloro che scelgono di lasciare il nostro Paese per cercare fortuna all’estero.
Dal 1876 al 1976 sono stati 25.800.000 gli italiani emigrati all’estero, di cui 900.000 solo nell’anno 1913 (poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale). Dapprima gli italiani sono emigrati verso il Nord America e la Francia, poi (dopo la grande crisi del 1929) verso il Sud America e poi, con la politica coloniale di Mussolini, verso il Nord Africa (Libia, Tunisia, Algeria, Egitto e Marocco), dove c’era necessità di forza lavoro specializzata. Successivamente, nel secondo dopoguerra, i movimenti migratori sono stati dal Sud al Nord Italia e dai centri rurali alle grandi città, in seguito al boom economico delle grandi industrie.
Anche Farigliano ha registrato la perdita di ben 450 unità tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, in analogia a quanto verificatosi nel resto d’Italia per via dell’incremento occupazionale nelle grandi industrie e del conseguente abbandono delle campagne.
Ora, nell’ultimo decennio, la popolazione residente a Farigliano si è assestata intorno alle 1750 unità. Un importante contributo all’incremento della popolazione locale, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, è stato dato dall’arrivo di donne dal Sud Italia che venivano in spose ai contadini di Langa, integrandosi perfettamente con la gente e le abitudini del luogo.
Il prossimo incontro sarà giovedì 10 marzo, sempre alle 14.30 presso la Biblioteca Civica “Nicola e Beppe Milano” di Farigliano, con il Dottor Fabio Palladino, che illustrerà il progetto “Da terra marginale a terra originale” e affronterà il tema del ritorno alla terra da parte di giovani che hanno voglia di mettersi in gioco dedicando la loro attività lavorativa all’agricoltura prendendo in mano il “testimone” lasciato loro dalle vecchie generazioni e tramandando le antiche tradizioni contadine.











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