È caccia al Giuda che ha tradito Antonio Degiacomi, mentre nessuno cerca la persona leale che ha mantenuto fede fino all'ultimo alla parola data, votando Giandomenico Genta.
Chissà perché la caccia alle streghe è andata verso una sola direzione. Forse semplicemente perché siamo più abituati a vedercela con i traditori che con gli onesti. Giustificata delusione, ma anche rabbia che traspare palesemente dalle sue dichiarazioni, Antonio Degiacomi, il candidato presidente alla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo sostenuto dal presidente uscente Ezio Falco, si è visto soffiare la poltrona quando, evidentemente, ci si vedeva già bello seduto sopra. E non riesce a celare il suo malcontento.
Come è giusto che sia. La frase "nel segno della continuità", questa volta non ha fatto presa. O forse sì. Chissà, forse è stata proprio quella parola, "continua" a ribaltare il responso delle urne. Lui come il suo concorrente Giandomenico Genta, uscito vincitore per un soffio, avrà lavorato alacremente per conquistare i voti. E chiedere i voti non è mai facile: devi parlare, fare incontri, spiegare come vedi il futuro e magari mandare anche qualche mail per invitare i consiglieri che hanno intenzione di conoscerti meglio, a visitare il tuo sito. Una faticaccia, insomma.
Ci sta anche che il candidato Degiacomi sia profondamente deluso: lui era il vicepresidente, tra i pochi non sfiorati dall'inchiesta che ha travolto i vertici CrC perché allora non era ancora in Fondazione, nonché sostenuto dal presidente Ezio Falco. Insomma, lui, Degiacomi, era il predestinato. E invece no. Colpa di Giuda? Forse. Ma chissà, magari la colpa della sconfitta di Degiacomi è da ricercarsi in una persona onesta, magari anche poco conosciuta ai più che, una volta data la parola non è più tornato indietro. Nonostante le mille telefonate del suo sindaco di riferimento che lo pregava prima e quasi lo minacciava dopo, per fargli cambiare idea. E soprattutto cambiare voto.
Per una volta non cerchiamo Giuda. Cechiamo il leale, che non ha neppure un nome, perché essendo in minoranza non si parla mai di lui. Il nome del traditore fa titolo, quello dell'onesto no.













