Erano i primi giorni di marzo e l’amministrazione Marello annunciava l’inizio dei lavori per la costruzione della scuola media del quartiere Moretta di Alba. Sono passati poco più di due mesi e il progetto, che ormai la città delle torri attende da quarant’anni, si vanifica. "Una battuta d’arresto - ha assicurato il primo cittadino albese - ma, nel minor tempo possibile, i lavori riprenderanno e finiranno. Abbiamo iniziato e porteremo a termine la scuola”.
La ragione dello stop viene dal Tar del Piemonte, che ha accolto il ricorso della ditta Fantino Costruzioni S.p.A. di Cuneo. Nei mesi scorsi, la società seconda in graduatoria aveva impugnato l'assegnazione della costruzione della nuova scuola media in zona Moretta alla ditta Franco Barberis S.p.A. di Alba. La costruzione è sospesa e la commissione di gara dovrà rifare la graduatoria e provvedere ad una nuova aggiudicazione.
A prendere posizione in città sulla questione, la minoranza: hanno espresso, come un unico coro, le loro perplessità sulla questione i gruppi consiliari Per Alba, Forza Italia e Fratelli d’Italia. La chiusura del cantiere, secondo i gruppi, è da imputare esclusivamente all’amministrazione Marello: "L'unica cosa certa è che in questo caso l'amministrazione ha agito con incompetenza, superficialità ed arroganza, dando inizio ai lavori ignorando i rischi del ricorso e sottoscrivendo un contratto milionario, mentre il contenzioso era ancora pendente innanzi al Tribunale amministrativo.”
Un modus operandi, secondo la minoranza albese, inaccettabile. Proseguono: “Non dimentichiamoci, infatti, che quest'opera assorbirà oltre 5 milioni di euro dal bilancio comunale, soldi che arrivano dalle tasche dei cittadini Albesi. Leggendo la sentenza, viene alla luce che la decisione del T.A.R. punta il dito proprio su inescusabili errori tecnico-giuridici commessi dal Comune nella redazione del bando di gara, nella sua applicazione e nella violazione della normativa nazionale in materia di appalti. L’immediata conseguenza è che la ditta che si è aggiudicata l’appalto e che ha già iniziato i lavori è di fatto esclusa dalla graduatoria. Ma si apre un altro fronte ben più preoccupante. Infatti, è necessario considerare che sono state sostenute spese legali da parte del Comune per difendersi da un ricorso che non sarebbe dovuto nascere se solo si fosse rispettata la legge di gara e quella nazionale. L’aggiudicazione all’Impresa Barberis dell’appalto è stato frutto di una omessa applicazione delle norme del bando di gara, che l’Amministrazione Comunale medesima aveva redatto. Un errore del tutto incomprensibile se si considera che, nel contempo, è stata violata anche la legge speciale nazionale in materia di appalti nonché il Codice dei Contratti.”
La preoccupazione della minoranza riguarda anche il futuro: non va esclusa l’ipotesi che il comune possa essere citato in giudizio per risarcimento danni sia dall’impresa che vede sfumare il contratto già sottoscritto sia da quella che risulterà la nuova aggiudicataria dei lavori. Da non escludere poi la possibilità che la Corte dei Conti instauri un giudizio di responsabilità amministrativa.











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