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Attualità | 26 maggio 2016, 18:35

Profughi di Ormea: chi controlla il loro stato di salute?

Riceviamo e pubblichiamo

Profughi di Ormea: chi controlla il loro stato di salute?

Gentile Direttore,

la notizia, negli scorsi giorni, della fuga dall’Ospedale di Mondovì di un profugo ospitato ad Ormea, ci ha lasciato molto perplessi e soprattutto sconvolti, non tanto per la sua fuga, quanto per la sua malattia: tubercolosi linfo nodale (come riportato dai giornali locali).

D’accordo, non è contagiosa, ma possibile che a chi arriva nel nostro paese non venga controllato lo stato di salute? E se fosse stata una malattia contagiosa, cosa sarebbe successo?

Sicuramente i buonisti ci tacceranno di razzismo, ma visto che tirano sempre in ballo i nostri emigranti che andavano in America (a lavorare, e non in albergo a spese degli Americani), sanno che a Ellis Island venivano tutti visitati per scoprire eventuali malattie contagiose e conseguentemente messi in quarantena oppure rispediti al mittente? In Italia invece, il nulla… e il governo continua a dire che non ci sono pericoli e tutto va bene.

Ma siamo proprio certi di questo? Noi vogliamo che i nostri concittadini vengano tutelati, almeno in fatto di salute.

Pertanto chiediamo che i buoni samaritani che prendono in carico questi “profughi” si facciano carico delle visite sanitarie necessarie ad accertare la buona salute degli ospiti, e che in caso contrario si facciano altrettanto carico delle spese per risolvere il problema.

Visto che fanno cassa con questo business, non facciano gravare su noi poveri cittadini almeno questi costi, facciano i buoni samaritani fino in fondo.

Lega Nord - Sezione di Mondovi

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