Anche la seconda giornata degli incontri letterari di “Aspettando Collisioni”, organizzata nel Centro storico di Mondovì, non delude le aspettative e regala spicchi di magica bellezza. Ad aprire la rassegna, sul palco allestito nella tensostruttura di piazza Cesare Battisti, è il bravissimo critico d’arte, giornalista e conduttore televisivo, Philippe Daverio. Con il suo caratteristico abito a quadretti e il papillon dal quale non si separa mai in pubblico, discorsivo, curioso, appassionato, divertente, preparato, per oltre un’ora tiene le persone presenti incollate alle sedie, parlando del patrimonio culturale, storico e monumentale italiano. Una ricchezza unica ma, purtroppo, non così apprezzata e “amata” come si dovrebbe. Per tentare di salvaguardarlo si è inventato il movimento Save Italy. “Solo la cultura - sottolinea - può dichiarare la pace universale, ma per avere la pace universale dobbiamo avere le “palle” universali. Il nostro patrimonio si sta disfacendo: al Sud, in modo clamoroso, ma anche al Nord. Save Italy vuole immaginare una sensibilità nuova nel pensare il nostro Paese: salvare il passato per costruire il futuro”.
Come fare? “Restituire al territorio una caratteristica che non è la bellezza, a cui ognuno di noi dà un proprio significato, ma l’armonia, che rappresenta l’equilibrio delle cose. Io voglio l’Italia e l’Europa delle elite: non quelle di chi ha più soldi, ma quelle di chi si attiva per costruire il destino della propria comunità. Cioè tutti noi, tutti voi”.
Poi, Daverio partecipa, inaspettatamente, anche al secondo incontro, moderato dal giornalista Gianni Martini, che vede calcare la scena della manifestazione il fotografo milanese Oliviero Toscani e Marco Rubiola il quale gli ha dato una mano a scrivere il libro “Dire, fare, baciare”. Di che cosa si tratta? Di un percorso nella creatività: la grande illusione di massa. Spesso Daverio e Toscani, amici di lungo corso, si fanno domande un con l’altro, interagiscono, offrendo un’ulteriore spinta all’improvvisato laboratorio di idee. Toscani racconta e si racconta a ruota libera: “Dico ai giovani siate sovversivi, fate qualcosa di nuovo e non aspettate noi. La tecnologia, pur utile nei mezzi che propone, costituisce, però, la notte della creatività e dell’immaginazione. Non dovere andare in chiesa o in Municipio per sposarvi, ma andare da un fotografo che vi scatta un’immagine e, voilà, siete sposati. Senza dover spendere migliaia di euro per invitare persone a cui magari non tenete neppure. Alla mia famiglia non voglio lasciare nulla in eredità, perché quando i tuoi cari hanno qualcosa nascono i disastri. Se vuoi veramente bene ai tuoi figli non devi lasciargli niente: un figlio ricco è uno sfigato”.
La seconda parte degli incontri si incentra sulla difesa della legalità e della Costituzione italiana. A salire per primo sul palco, protetto dalle Forze dell’Ordine e dalla scorta, è Giuseppe Antoci: il presidente del Parco dei Nebrodi, in Sicilia, che sta combattendo le pericolose “mafie dei pascoli” in provincia di Messina. Scampato alcune settimane fa a un agguato, con il giornalista Gianni Scarpace suo amico di infanzia, e l’esperto di organizzazioni criminali del Nord, Roberto Rossetti, racconta il percorso con cui ha fortemente voluto il protocollo per combattere le infiltrazioni mafiose nella sua terra. In particolare quelle delle società costruite ad hoc per incassare i fondi europei. Un documento applicabile in tutta Italia. “Io chiedo risposte allo Stato come Istituzione - afferma - e queste risposte devono arrivare. Ma lo Stato siamo anche noi: sono le persone che mi incontrano per strada e mi dicono di andare avanti. L’antimafia va praticata e non predicata”. Gli applausi scroscianti degli spettatori, tutti in piedi, salutano Antoci. Un modo per dirgli grazie e di essergli vicino nella battaglia.
Quando la scena di “Aspettando Collisioni” se la prende il giornalista e scrittore Marco Travaglio, la tensostruttura si riempie di persone. Questa volta il direttore del “Fatto Quotidiano” si cimenta nello spettacolo “Perché no. Tutte le bugie del Referenzum”, insieme alla superlativa attrice Giorgia Salari: inedita interprete della ministra Maria Elena Boschi. Sulle note di “People have the power” di Patti Smith, la performance è una lunga striscia di parole per spiegare le ragioni del no alla Riforma Costituzionale voluta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e che è stata scritta proprio dalla Boschi. Polemico e tagliente, Travaglio lancia provocazioni a destra e a manca e mette alla berlina la ministra.
La serata si conclude con i comici Dario Vergassola e Giobbe Covatta, che offrono al pubblico una ventata di gioiosa allegria attraverso i loro divertenti monologhi.
“Aspettando Collisioni” incassa un altro successo strepitoso e la terza edizione è d’obbligo.















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