C'è proprio la nostra provincia Granda al vertice della classifica resa recentemente pubblica da Unioncamere Piemonte riguardo alla crescita percentuale dei settori imprenditoriali in Piemonte: con un dato di +0,68% (più alto di quello medio provinciale e nazionale, rispettivamente di +0,54% e +0,63%) il cuneese ha superato tutte le altre "concorrenti", superando di poco la provincia di Novara (+0,63%).
I dati di Unioncamere prendono in esame il secondo trimestre dell'anno in corso, ovvero i mesi da aprile a giugno. In questo lasso di tempo, il Piemonte ha visto la nascita di 7470 aziende (dato più alto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) e la chiusura di 5093, per un saldo totale più che positivo di 2377 unità: a fine dello scorso mese, quindi, le imprese registrate in regione erano ben 441229.
Dati confortanti per tutto il territorio anche dalle analisi per classe di natura giuridica: molto bene le società di capitale (+1,07% di crescita), nella media regionale le ditte individuali e dati invariati rispetto ai precedenti mesi per la debole crescita delle società di persone.
Agricoltura e turismo, infine, i comparti più attivi, anche rispetto alla debole crescita di quelli dell'edilizia e delle industrie in senso stretto.
“Questi dati indicano come il tessuto imprenditoriale regionale stia cercando di rilanciarsi e di trovare nuova linfa, nonostante le tensioni economiche e politiche internazionali – commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte – . Le aziende però non possono più aspettare: il nostro intervento, congiuntamente con quello delle altre istituzioni, deve essere più che mai incisivo e rivolto soprattutto alle piccole imprese, quelle più fragili e meno strutturate. Le Camere di commercio hanno gli strumenti e il know-how necessari per contribuire a porre fine a questo trend non virtuoso che sta minacciando un importante patrimonio di capitale umano e competenze proprio delle imprese piemontesi.”












