Un tempo buttare il cibo era un sacrilegio, oggi trovare i cassonetti pieni di alimenti, spesso ancora in buono stato, non e', purtroppo, una rarità. Anche a Cuneo, finito il mercato alimentare, sono sempre di più i cittadini che cercano di comprare a minor prezzo, alimenti buoni ma non più di prima scelta. Una nuova sensibilità - complice anche la crisi e l'aumento delle persone bisognose - ha fatto si' che chi cucina come chi fa la spesa, sia più attento a ciò che compra e soprattutto a riciclare in ricette alternative, il cibo rimasto in frigo. Insomma un po' come facevano le nostre nonne.
Un argomento talmente sentito, quello degli alimenti sprecati, che il governo ha emanato una norma, entrata in vigore alcune settimane fa - la legge 19 agosto 2016, n. 166 contro gli sprechi alimentari, detta “Legge Gadda” dal nome della deputata varesina Maria Chiara Gadda del Pd - per promuovere e velocizzare la donazione di cibo. Solo 18 articoli, che normano anche ambiti complessi come quello fiscale, con un solo e chiaro obiettivo: la riduzione degli sprechi di ogni tipo, incentivando e promuovendo il più possibile il dono, la trasformazione, la redistribuzione delle eccedenze non solo alimentari e lungo tutta la filiera.
La legge accorpa e semplifica le varie normative che prima regolavano questa materia e rendevano difficile le donazioni. Non sono previsti controlli e sanzioni per chi non dona, ma agevolazioni per chi dona, oltre a rendere tutto più facile anche dal punto di vista burocratico. Per esempio per regalare il cibo non ci vuole più una dichiarazione cinque giorni prima della donazione. Ora basta una dichiarazione consuntiva a fine mese e solo se la donazione è di importo superiore ai 15mila euro. Prima si dona, poi si riepiloga, sempre garantendo la tracciabilità di ciò che viene donato.
"Spero davvero che questa legge riesca ad aiutare chi, come noi, e' ben contento di donare cibo alle famiglie bisognose - commenta Enrica Penzo, titolare dell'Eurospin di corso Francia a Cuneo -. In realtà abbiamo gia' cercato di farlo, ma era talmente complicato che alla fine abbiamo lasciato perdere. Era necessario suddividere i cibi, preparare borse ben distinte, certi alimenti andavano bene ed altri no. Alla fine diventava un lavoro in più, difficile da portare a termine e a volte si sono anche verificati dei disguidi con chi era autorizzato a raccogliere le derrate alimentari. A malincuore abbiamo lasciato perdere. Ed e' un vero peccato, perché tra cibi vicini alla scadenza e scatole un po' ammaccate, potremmo davvero dare un grande aiuto ai bisognosi".
Anche donare diventa quindi difficile, come ribadisce Danilo Dalmasso, titolare con il fratello de "Il Girasole", l'azienda che rifornisce numerosi supermercati della Granda: "L'ostacolo più grande che abbiamo trovato, quando abbiamo deciso di donare il cibo che altrimenti sarebbe finito nei cassonetti - precisa Danilo - e' stato quello legato all'organizzazione delle stesse associazioni destinatarie degli alimenti. Un giorno passavano ed un altro no, poi dicevano un'ora e arrivavano ad un'altra. Cosi' era diventato un lavoro in più preparare i sacchi e poi un ingombro doverli tenere in magazzino per ore, per poi magari gettarli il giorno dopo. E' brutto dirlo ma alla fine diventa meglio buttare che donare. Speriamo che una legge renda più agevole tutto l'iter. Noi parliamo di una immensità di cibo, soprattutto farina, zucchero, caffè' e biscotti che hanno solo le scatole ammaccate, oppure di cibo di tutti i generi, a due, tre giorni prima della scadenza. Comunque proprio in questi giorni con il nostro commercialista stavamo studiando un metodo più efficace ed efficiente, per donare gli alimenti".













