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Attualità | 06 ottobre 2016, 10:30

Villa Belvedere post Marcovaldo: si progetta un nuovo futuro

Entro fine ottobre la valutazione di un nuovo modello gestionale, del bene tornato al Comune di Saluzzo dopo lo scioglimento dell’agenzia culturale e la cessazione del comodato d'uso. Sotto osservazione anche la stabilità del grande cedro nel parco

Saluzzo, Villa Belvedere o Radicati

Saluzzo, Villa Belvedere o Radicati

 

Si ripensa al futuro di Villa Belvedere o Radicati tornata al Comune di Saluzzo, dopo lo scioglimento del Marcovaldo e la rinuncia da parte dell’associazione culturale alla gestione del bene, come di altri del Cuneese: Borgata Balma Boves (Sanfront), Palazzo Sarriod de La Tour (Costigliole ), Castello e Parco del Roccolo (Busca), Museo Civico Luigi Mallé (Dronero), Forte Albertino (Vinadio).

Entro il 31 ottobre il Settore Servizi alla Persona, come indica la delibera del 26 settembre scorso, dovrà “valutare un modello gestionale per valorizzare Villa Radicati e garantirne la fruizione ai cittadini, nell’ambito del circuito dei beni culturali cittadini”. Tutto questo nel rispetto delle disposizioni testamentarie dell’ultima contessa Radicati che donò la dimora al Comune, le quali prevedono di “destinare il Castello del Belvedere (con l’annesso giardino e viale di accesso) a museo con quanto ivi contenuto e quant’altro di mobili e quadri antichi, nonché quadri di famiglia e vasellame d’argento”.

Il nucleo originario della villa, un tempo conosciuta anche come "villa dell'eco", situata lungo via San Bernardino, la strada collinare vecchia di Manta, è del Trecento e fu nei secoli casina di caccia, poi residenza di Margherita di Foix, quindi acquisita dalla famiglia Birago e in seguito dai conti Radicati che nel 1977 la donarono al Comune.  

Dal 2002, sotto l’amministrazione Quaglia, fu concessa in comodato d’uso gratuito, per 50 anni all’agenzia culturale Marcovaldo,  in funzione del suo recupero edilizio (è stata oggetto di tre lotti di restauro) e della valorizzazione culturale.

La delibera dà inoltre incarico agli uffici tecnici di avviare le procedure per il piano di sicurezza dell’ immobile, di ripristinare le utenze che erano state dismesse con  la cessazione del comodato d’uso (energia elettrica, riscaldamento, acqua) nonché i contratti per la manutenzione delle attrezzature antincendio e dell’impianto rilevazione fumi.

"Osservato speciale" il grande cedro (Cedrus deodara) radicato nel giardino ad est della villa, già monitorato dal Marcovaldo. Tra le indicazioni anche quella di controllare la stabilità della pianta (datata un secolo) alta circa 25 metri, che supera l’altezza della villa e che in precedenza era già stato “cimata” per i metri raggiunti.

Per quanto riguarda i  terreni di Villa Radicati, pari a 7,56 giornate piemontesi, prima curati dalla famiglia Lauro, sono state assegnati con bando comunale,  lo scorso anno, a Marco Bernardi, coltivatore diretto di Cervignasco. L’assegnazione è regolata da un contratto di affitto che ha validità 15 anni e scadenza nel 2030.

Il progetto che fa capo all’agricoltore è quello di coltivare antiche  varietà  di piante da frutto, ricostituendo nelle aree individuate, tipiche produzioni della zona di una volta, da mele, pesche, albicocche,  piccoli frutti, ma  anche noci, noccioli, arbusti, erbacee, verdure e la vigna. 

Le disposizioni testamentarie riguardano infatti non solo  le collezioni e arredi della villa, ma la valorizzazione e tutela del paesaggio agricolo collinare, sia da un punto di vista delle tipicità produttive che da quella estetica.

 

Vilma Brignone

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