Si è tenuta nella giornata di oggi, 28 novembre, presso la sede di Assolombarda di Milano, un incontro tra le sigle dei metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm per fare il punto sulla situazione sul futuro del colosso francese a livello italiano.
Per quel che riguarda la sede di Savigliano, i vertici hanno confermato la continuità di carico fino a dicembre 2017 con un buco in produzione di alcuni mesi nel 2018 nel caso fosse mantenuta la commessa rifacimento delle 53 casse (tipo Z1). Su quest’ultima non si è ancora stabilito dove saranno eseguite.
Nessuna novità sul fronte della terziarizzazione dei magazzini Transport: l’azienda ha confermato che per il momento non avverrà a Savigliano. Durante l’incontro l’azienda ha dichiarato i dati relativi agli investimenti avuti negli ultimi cinque anni nel sito di Savigliano pari a 35,8 milioni di euro, mentre sul futuro Alstom intende puntare a nuove commesse per quel che riguarda pendolino e nuovi treni regionali.
Al tavolo il coordinamento nazionale ha chiesto più chiarezza sulle intenzioni dell’azienda per quel che riguarda la commessa Z1 e un maggior coinvolgimento delle rappresentanze sindacali per quel che riguarda orario compensativo su base volontaria.
“Ritengo che Alstom debba tornare a delle corrette relazioni sindacali e non a continue prove di forza” – ha detto Paolo Giordanengo rsu Uilm - “ tra tutti: trasferimenti, orari di lavoro rimodulati in ingegneria con il sabato compensativo, passando per controlli continui/forzature su macchinette caffè. Quando poi i problemi veri su cui ci dobbiamo confrontare e su cui dobbiamo collaborare sono efficienza e competitività.”
“Se la situazione rimane quella illustrata oggi” – ha detto Renato Perri rsu Fim Cisl – “non si può che essere ottimisti: speriamo di non essere smentiti come purtroppo succede troppo di frequente”
“Noi da tempo aspettiamo un piano industriale, invece si continua a parlare di carichi di lavoro.” - ha dichiarato al termine dell’incontro Domenico Calabrese della Fiom – “Noi vogliamo una strategia industriale e non vogliamo continuare a rimanere in un limbo di incertezza”














