Gentile Direttore,
come già è stato riportato dal suo giornale, la mia querela per diffamazione, presentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo in data 6 settembre 2016 nei confronti del Sindaco di Peveragno Paolo Renaudi, è stata esaminata dal Procuratore e ritenuta meritevole di archiviazione in data 2 novembre 2016. Non posso fare altro che accettare tale autorevole decisione per il rispetto che nutro nei confronti dalla Giustizia.
Penso però di avere anch’io il diritto di “critica” nei confronti delle motivazioni adottate per giustificare tale decisione.
In primo luogo perché quanto affermato dal Sindaco nella sua lettera del 18 maggio 2016, stilata su carta intestata del Comune di Peveragno, non è del tutto veritiero: l’affermare che il sottoscritto abbia tramato per far revocare un finanziamento concesso alla Comunità Montana Alpi del Mare da parte della Regione Piemonte a favore del Comune di Peveragno, di cui mi onoro di essere cittadino, non solo è falso ma è pretestuoso per colui che lo afferma, in quanto non credo di avere un potere così forte nei confronti della burocrazia regionale, cosa peraltro che non solo non ho fatto allora ma non oserei fare mai.
Credo inoltre che tale affermazione del Sindaco, oltre che essere “ingenua” perché è stata da lui formulata sulla base di informazioni non veritiere e in “cattiva fede” da parte di soggetti terzi, è stata oltremodo tendenziosa nei miei confronti al solo scopo di mettermi in cattiva luce nei confronti dei soci del Gal che avevano manifestato l’interesse di propormi come consigliere di amministrazione del C.d.A. Ed in questo ci è riuscito perfettamente.
In secondo luogo ritengo che le motivazioni che il Procuratore ha espresso nella sua richiesta di archiviazione della querela non possano essere condivise totalmente, soprattutto là dove ritiene che il Sindaco non mi abbia diffamato ma si sia avvalso del diritto di critica, come fossimo in sede di campagna elettorale. Ciò non è condivisibile perché le critiche rivolte erano ben lungi dalla campagna elettorale che si era conclusa, con la elezione di Paolo Renaudi alla carica di Sindaco del Comune di Peveragno, il 31 maggio 2015, ed il sottoscritto non era candidato in questo Comune. Va sopratutto ricordato che le “critiche “rivolte alla mia persona avevano come fondamenta le notizie non vere acquisite dal Sindaco e di cui si è detto sopra.
L’obbiettivo del Sindaco era semplicemente quello di denigrarmi davanti a quei soci del GAL che mi avevano chiesto se avessi accettato la candidatura di consigliere di amministrazione in loro rappresentanza: la sua lettera è stata trasmessa a tutti i soci e non al sottoscritto, tantè che sono venuto a conoscenza della cosa in modo del tutto casuale, e grazie all’intervento del Sindaco di Roaschia che mi ha fatto avere la documentazione nella mia qualità di consigliere comunale in carica soltanto nel mese di luglio 2016 e cioè dopo l’avvenuta elezione del C.d.A.
Per tutte queste motivazioni ero e sono tutt’ora convinto che la lettera del Sindaco Renaudi mi abbia profondamente diffamato come persona anziana (sono un settantenne), come libero professionista (iscritto all’Albo dei geometri di Cuneo dal 1966), e come amministratore pubblico di lungo corso (dal 1975 a tutt’oggi).
Credo di poter pretendere un minimo di rispetto da parte di chi ha invece dimostrato troppa arroganza e molto poca sensibilità politica e umana, nonostante avessimo avuto due incontri che speravo fossero stati chiarificatori. Forse, a volte, è sufficiente solo un po’ di buona educazione per risolvere i problemi e non lamentarsi di “continue querele”.
Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Ugo Boccacci













