Al Direttore di Targatocn,
Alcune settimane fa, durante un'escursione in montagna nei pressi di Casteldelfino (CN) in Val Varaita, nel Parco Naturale del Monviso, ho notato lungo un sentiero che la segnaletica indicante i confini del Parco o è stata divelta o sfregiata dalla scritta “MAFIA”.
L'anonimo autore di certo non conosce il significato della parola “MAFIA” né la sua origine, ma di certo così facendo manifesta palesemente un comportamento mafioso, spinto e sollecitato anche da alcuni potentati locali contrari alla conservazione e protezione del territorio e favorevoli all'uso privatistico del territorio stesso lontano da leggi e regole.
Tali regole e leggi non sono contrarie a valori etici e morali per i quali sarebbe invece giustificato opporsi, ma regolano e mediano interessi collettivi con interessi privati. La libertà dell'anonimo autore è senza dubbio la libertà dalle leggi e dalle regole, propria della libertà del suddito e ben diversa dalla libertà del cittadino che è tale in funzione, in virtù e grazie alle leggi, alle regole, alle costituzioni. E' quindi questo il caso del mafioso che dà del “mafioso” ad altri e nel caso specifico ad una struttura di recente istituita la quale ha nella sua missione la difesa e la protezione di un bene collettivo come l'ambiente.
Assistiamo dunque ad un capovolgimento del significato delle parole oppure ad un uso inconsapevole delle parole? In Sicilia qualcuno ha scritto sui muri parole ingiuriose e minacciose indirizzate a Don Ciotti e nella “piemontesissima” Casteldelfino, l'omologo piemontese di quel “qualcuno siciliano” , scrive sulla segnaletica del Parco Naturale del Monviso parole in libertà altrettanto minacciose: tipico esempio di unità Nord/Sud nell'utilizzo dell'ignoranza.
Tutto ciò è da ricordare anche in occasione della prossima Giornata Europea dei Parchi del 24 maggio per ribadire quanto molto ancora c'è da fare nell'educazione ambientale, nell'educazione civica e nell'istruzione in generale.
Mariano Platania















