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Attualità | 22 novembre 2017, 20:02

Comuni Rifiuti Free Legambiente: in Piemonte sono solo 13... e nessuno è cuneese

Secondo i dati di Legambiente, l'80% delle amministrazioni regionali non raggiunge neanche gli obiettivi minimi di raccolta differenziata

Foto generica

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E' la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti anche in Piemonte, e Legambiente ha deciso di tirare le somme del "riciclo" nei comuni del nostro territorio regionale. Con dati, purtroppo, ben poco confortanti.

Sembra infatti che solo il 65% dei comuni superi il valore della raccolta differenziata previsto per legge, e che in generale nell'ultimo anno la maggior parte di essi abbia fatto registrare performance in negativo (Torino e Alessandria su tutte): Biella, Vercelli e Cuneo, però, parrebbero aver fatto diversi passi in avanti nello sviluppo della cultura del riciclo.

Dove però la nostra provincia non compare, e nel conteggio dei 13 "Comuni Rifiuti Free", ovvero quelli che producono meno di 75 kg pro capite di rifiuti indifferenziati all'anno; Legambiente li ha premiati nel corso dell’ultimo EcoForum e ha sottolineato come i risultati in questi Comuni siano stati ottenuti con ricette diverse ma con un denominatore comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una raccolta domiciliare porta a porta, un’informazione e sensibilizzazione continua ed efficace e con politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso.

La strada da fare è ancora molta - ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente e Valle d’Aosta - . Nonostante siano ormai diverse in Piemonte le esperienze di successo portate avanti nell’ambito della nascente economia circolare, continua a fare da zavorra la timidezza delle politiche pubbliche. Basti pensare che 8 Comuni piemontesi su 10 non rispettano ancora gli obiettivi di raccolta differenziata previsti per legge."

"Per uscire da questa impasse bisogna guardare alle politiche virtuose di gestione dei rifiuti messe in campo dalle amministrazioni che hanno ottenuto i risultati migliori: un mix di ingredienti fatto di incentivi e disincentivi premianti per i cittadini che fanno bene la raccolta differenziata e svantaggiosi per gli altri, secondo il principio del ‘chi più inquina, più paga’, accompagnato da una raccolta dei rifiuti capace di ottenere buoni risultati non solo in termini di quantità ma anche di qualità.”  

Oggi è più che mai strategico connettere il tema delle filiere dei rifiuti con quello dell’economia circolare, ossia di come i materiali potrebbero essere mantenuti all’interno di cicli produttivi, sottraendoli quindi al fine vita e al problema dello smaltimento - conclude il presidente regionale - . Occorre fare un balzo culturale in avanti, trattando il tema dei rifiuti non partendo dalla fine, cioè dallo smaltimento, ma dall’inizio, cioè dalla loro produzione. La sfida è evitare che enormi quantità di materia diventino rifiuti, contribuendo a far crescere discariche o all’apertura di nuovi inceneritori, e invece dar vita a nuove filiere produttive in grado di rispondere non solo ad un problema ambientale ma anche economico ed occupazionale. Una triplice sfida che si può vincere ma con l’impegno di tutti: amministrazioni, cittadini e mondo delle imprese. Nessuno si deve sentire dispensato.

s.g.

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