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Attualità | 22 novembre 2017, 13:15

In mostra a FICO le due icone del cinema, Fellini e la Loren: sono state dipinte a Saluzzo

Sono i due quadri di Franco Giletta: Sofia Loren e Federico Fellini, esposti a Bologna all’Expopermanente del cibo. L’artista, all’università a Roma, aveva spesso “incrociato” Fellini per strada

Il quadro che ritrae Fellini di Franco Giletta

Il quadro che ritrae Fellini di Franco Giletta

Arrivano da Saluzzo i ritratti di due simboli della cultura italiana nel mondo: Federico Fellini e Sofia Loren, messi in mostra a Fico (Fabbrica Italiana Contadina), l’Expopermanente del cibo, altra creatura di Oscar Farinetti, inaugurata il 15 novembre scorso a Bologna.

Le opere sono state realizzate dall’artista saluzzese Franco Giletta, i cui ritratti sono scelti per le vetrine più rappresentative dal fondatore di Eataly: per Expo Milano 2015 (Giletta ha portato “Goccia Divina” nella mostra “Il Tesoro d’Italia” curata da Sgarbi ) e per Eataly Downtown a New York, dove nell’ingresso è appeso il quadro “Italia”. 

"Se all’Expo 2015 avevo portato il MonViso- racconta il ritrattista -  ora porto due visi: questa volta di due icone della cultura cinematografica italiana. In fondo se nel Rinascimento erano i grandi pittori e scultori a rappresentare nel Mondo l’Italia oggi, senza dubbio, lo sono anche le personalità della settima arte. A Fico ci sono 5 padiglioni di didattica e formazione chiamati giostre multimediali. I due ritratti sono visibili sulla parete a fianco dell’ingresso di quello dedicato all’olio, al vino e alla birra. Proprio dopo “La Bottega del Vino” gestita da Fontanafredda. Sono stato a Bologna per l’inaugurazione e mi ha fatto particolarmente piacere incontrare persone che avevano conosciuto personalmente Fellini. In particolare la conduttrice televisiva e attrice bolognese Syusy Blady che aveva recitato per lui nel film “La voce della luna”.

L’artista descrive le sue opere nate dall’amore per il cinema: un uomo e una donna che hanno lasciato un segno a livello mondiale. Iniziamo da Sofia Loren.

E’ simbolo della mediterraneità, l’ho rappresentata con la veste di donna dell’antica Roma, come pronta a recitare in un colossal ambientato nell’Italia di duemila anni fa. E non poteva mancare un omaggio alla sua napoletanità. Alle spalle della Loren compare infatti il golfo di Napoli con il Vesuvio da cui fuoriesce un rosso cuore italiano". 

In Emilia Romagna andava sicuramente ricordato il genio di Federico Fellini. “L’ho raffigurato nel pieno della sua maturità artistica, con il fazzoletto nel taschino che riporta la scritta originale del film Amarcord (Oscar nel 1975). Osservando lo sguardo penetrante di Fellini vorrei che lo spettatore magicamente sentisse risuonare anche le note della musiche di Nino Rota.Quello di Fellini è uno dei rari esempi in cui un artista viene ricordato o associato con l’opera di un altro genio che però non sempre viene nominato. Così sarà l’occasione per ricordare anche il grande compositore che, in un ideale viaggio dal nord al sud Italia, da Milano, passando per Roma, arrivò a Taranto e Bari per comporre le sue ineguagliabili melodie".

Ancora: "Ho avuto la fortuna di incontrare Fellini a Roma durante il mio periodo universitario. All’epoca lo si incrociava nella “sua” via Margutta dove era solito passeggiare con Giulietta Masina per raggiungere poi, attraverso via del Babuino, piazza del Popolo, la piazza che ha visto nascere le avanguardie artistiche romane e il neorealismo italiano. Il regista indossava sempre il cappello e la sciarpa rossa che ogni tanto torno a vedere, conservati in una preziosa teca, al Museo del Cinema di Torino…in questo ci ho messo un mio personale Amarcord".

 

vilma brignone

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