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Cuneo e valli | 05 dicembre 2017, 07:18

Guido Crosetto: “Torno alla politica, ma alla mia maniera”

Dal palco del congresso di Trieste di Fratelli d’Italia sferza i 4 mila delegati che lo applaudono. Giorgia Meloni gli va incontro e lo abbraccia affettuosamente. Se decidesse di tornare in campo tutti i piani sin qui disegnati dal centrodestra cuneese andrebbero rivisti

Guido Crosetto: “Torno alla politica, ma alla mia maniera”

 

Fino a qualche giorno fa Fratelli d’Italia sembrava il partito destinato ad esercitare il ruolo del figlio della Petacci al tavolo delle trattative con Forza Italia e Lega. Almeno per quel che riguarda la ripartizione delle candidature nel Cuneese.

Dopo il congresso di Trieste di domenica la situazione è mutata al punto che, se lo volesse, ora sarebbe nelle condizioni di esercitare la parte del leone disponendo di due assi nazionali, entrambi di natali cuneesi, Daniela Santanchè e Guido Crosetto.

Sì, perché dal palco del congresso di Trieste, che ha incoronato Giorgia Meloni, il “gigante” di Marene, già sottosegretario forzista alla Difesa, ha rivendicato con orgoglio il suo ruolo di padre fondatore del partito ed ha arringato la platea che ha accolto di buon grado il suo ritorno in prima fila.

Crosetto ha affettuosamente definito la Meloni “nana malefica” e l’ha rimproverata per aver esercitato nei suoi confronti uno stalkeraggio politico, invitandolo a ritornare al suo fianco.

L’ex sindaco di Marene, ex Popolare poi passato a Forza Italia e infine approdato ai Fratelli d’Italia, si dedica dal 2014 alla Aiad, la federazione delle aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza, di cui è stato presidente.

Dal palco di Trieste, Crosetto ha sferzato il malcostume di quei delegati che nelle salette si accapigliavano per assicurarsi un posto in Consiglio nazionale ed ha aggiunto: "Se Giorgia nei sondaggi risulta così popolare da superare gli altri due leader del centrodestra mentre il partito non va oltre il 5 per cento, qualche domanda dobbiamo farcela. Lei non promette dentiere né ruspe, ma disegna, senza nostalgia per il passato, un percorso rispetto al quale il Paese può crescere e uscire dal tunnel”.

Crosetto non ha detto esplicitamente se si candiderà o meno.

“A diversità di quanti guardano alla politica per trovare una loro sistemazione personale, io oggi per venire qui ci ho rimesso. Parteciperò attivamente alla campagna elettorale ma lo farò alla mia maniera, come quando mi sono candidato alla presidenza della Regione Piemonte senza alcuna contropartita se non quella di rendere un servizio al partito. E’ così – ha ammonito i 4 mila delegati – che dovreste fare per essere coerenti con l’appellativo di patrioti che avete scelto per il congresso”.

Al termine del suo breve ma incalzante intervento, la Meloni gli è andata incontro abbracciandolo.

Un gesto eloquente che sta a significare che se Crosetto volesse tornare attivamente in politica (come lui stesso ha dichiarato) e intendesse farlo nella “sua” provincia, la Meloni farebbe carte false per accontentarlo.

Al momento non risulta che nessuno dei suoi vecchi amici locali sia stato informato di movimenti in questa direzione.

Tra i “Fratelli” cuneesi e i colleghi big del centrodestra tuttavia un po’ di panico, pur se dissimulato, serpeggia.


Giampaolo Testa

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