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Attualità | 14 aprile 2026, 16:45

Asl CN1, accordo con i medici di famiglia per l’attività oraria nelle Case della Comunità

Il direttore generale Giuseppe Guerra: “Importante sforzo comune per avviare le strutture che presto saranno disponibili”

Asl CN1, accordo con i medici di famiglia per l’attività oraria nelle Case della Comunità

È stato siglato questa mattina un importante accordo tra l’Asl CN1 e i sindacati dei medici di medicina generale, per l’introduzione dell’attività oraria nelle Case della Comunità, nelle more della definizione dell’attività oraria nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT).

“La Casa della Comunità hub rappresenta - come specifica l’accordo siglato da FIMMG, SNAMI e SMI - una delle sedi in cui si svolge parte dell’attività oraria delle AFT, relativamente alle attività previste dal PNRR, garantendo l’integrazione con le medesime AFT, volte al potenziamento dell’assistenza territoriale”.

L’accordo consente di individuare soggetti, fabbisogno e attività da svolgersi nelle Case della Comunità (CDC) hub già operative, oltreché di attribuire ai medici delle AFT parte dell’attività oraria presso le stesse CDC. 

Le CDC Hub dell’Asl CN1 sono 9: Savigliano, Fossano, Saluzzo, Verzuolo, Ceva, Dogliani, Mondovì, Borgo San Dalmazzo, Dronero. L’accordo individua il fabbisogno orario per la copertura dell’attività oraria presso le stesse, in 60 ore settimanali dalle ore 8.00 alle ore 20.00 dei giorni feriali dal lunedi al venerdi. La disponibilità allo svolgimento dell’attività oraria dei medici su base volontaria, prevista dall’accordo, in fase di prima applicazione è valida fino al 31 dicembre 2026, tacitamente rinnovata per ulteriori periodi di 6 mesi.

All’incontro erano presenti i direttori di Distretto: Gloria Chiozza per Nord-Ovest (Saluzzo) e Sud-Est (Mondovì-Ceva), Gianluca Saglione per il distretto Nord-Est (Fossano-Savigliano) e Luigi Domenico Barbero per l’area Sud-Ovest (Cuneo).

Il direttore generale Giuseppe Guerra, accompagnato dal direttore amministrativo Diego Poggio e sanitario Monica Rebora, esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto: “Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato, attraverso uno sforzo comune, a realizzare questo obiettivo: i sindacati dei medici di medicina generale, i direttori di Distretto, la struttura Gestione Risorse Umane. Entro qualche mese avremo a disposizione tre ospedali di Comunità e otto delle nove Case della comunità; solo Mondovì andrà in overbooking, a causa di problemi di origine strutturale che si sono presentati nel corso dei lavori. Lo sforzo comune per raggiungere anche l’obiettivo odierno è stato importante e l’accordo raggiunto rappresenta veramente il coronamento di un grande progetto che ci consentirà di attivare le strutture e avviare un percorso nuovo, più completo, per una Sanità a misura di territorio.” 

Anche i sindacati (rappresentati da Lorenzo Marino segretario provinciale FIMMG, Marinella Bianco presidente provinciale SNAMI e Maurizio Borgese segretario provinciale SMI) sottolineano congiuntamente il risultato raggiunto con la firma dell’accordo integrativo: “Accogliamo con favore l’accordo che pone le basi per l’avvio dell’attività oraria delle AFT e all’interno delle case di comunità. Chiediamo uno sforzo iniziale ai professionisti per avviare queste strutture che saranno un punto di riferimento per i cittadini nell’ambito dell’assistenza territoriale.”

“L’accordo siglato in ASL CN1 – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi - rappresenta un passaggio concreto nel rafforzamento della sanità territoriale e nell’attuazione del modello delle Case di Comunità previsto dal PNRR. Si tratta di un risultato importante, frutto della collaborazione tra direzione aziendale, medici di medicina generale e organizzazioni sindacali, che consente di avviare in modo operativo nuove strutture fondamentali per la presa in carico dei cittadini. La presenza dei medici nelle Case della Comunità rafforza l’integrazione tra ospedale e territorio e migliora la capacità di risposta ai bisogni assistenziali. Come Regione Piemonte continueremo a sostenere con decisione questo percorso di innovazione organizzativa, che rende la sanità più vicina alle persone e più efficace nella gestione della domanda di salute. Desidero infine ringraziare tutti gli attori coinvolti per il lavoro svolto e per la capacità di collaborazione dimostrata nel raggiungere questo importante risultato”.

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