In Turchia sono state ritrovate alcune sfere in pietra antenate delle attuali bocce, che risalgono circa al 7000 a.C.; anche in Egitto sono stati trovati degli oggetti simili in una tomba, risalenti al II millennio a.C.
Il gioco continuò a evolversi fino alla versione attuale in Italia, per poi diffondersi nel mondo grazie agli emigranti italiani. Ma il gioco delle bocce in versione sportiva ha origini prettamente piemontesi.
A Rivoli nell'estate del 1898 nasce la Federazione Italiana Bocce raccogliendo un po' di soci fondatori sparsi fra le province di Torino e di Cuneo. Un compleanno di 120 anni per una delle più gloriose federazioni sportive italiane. Basti ricordare che il più grande giocatore di bocce di tutti i tempi è italiano, anzi piemontese: quell' Umberto Granaglia vincitore di 13 titoli mondiali. Ma sarebbe sbagliato pensare alle bocce come uno sport per vecchi. Certo nelle bocciofile dei nostri paesi e delle grandi città ci sono perlopiù persone con i capelli bianchi intente a bocciare o andare a punto. Ma fra i 135mila praticanti e agonisti delle 1800 società in Italia troviamo tanti giovani e tantissimi ragazzini. E per festeggiare i 120 anni la Federbocce ha lanciato il progetto "Bocciando s'impara" che coinvolge in Piemonte 75 istituti e 2mila allievi. Portare questa pratica sportiva nelle scuole come esempio di aggregazione, socialità e di crescita, "perché giocare alle bocce crea amicizia e solidarietà" spiega il presidente piemontese Claudio Vittino, "altro che lo stress del calcio, del tennis e di tanti altri sport..."
Da sport minore a pratica olimpica a Parigi 2024, nella speranza di scovare un nuovo Granaglia o, comunque, allenarsi per tanti pomeriggi in compagnia dove, fra una bocciata, un bicchiere di buon vino, una fetta di salame e un pezzo di formaggio, nascono amicizie vere e sincere.













