L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha ospitato, nella mattina di domenica 10 giugno, il congresso di Slow Food Piemonte - Valle d’Aosta.
I delegati votati dalle 26 condotte, sparse in tutta la regione per rappresentare gli oltre 3.000 soci del sodalizio, si sono dati appuntamento a Bra, sede della Condotta guidata dal fiduciario Gianni Milanesio, nominato di recente, per quattro anni, alla guida dell’associazione impegnata a promuovere prodotti enogastronomici locali e a sensibilizzare la gente ad un’alimentazione consapevole.
I delegati sono stati chiamati ad eleggere la struttura dirigente del sodalizio, per il periodo che culminerà nel congresso internazionale del 2020 ed i delegati al congresso di Slow Food Italia che si terrà a Montecatini dal 6 all’8 luglio. «Per Slow Food - ha esordito Lorenzo Berlendis, vicepresidente nazionale - sono in arrivo grandi novità. Il congresso internazionale, svoltosi lo scorso autunno in Cina, ha sancito la scelta di un percorso che dovrà avere la finalità di rendere l’associazione più funzionale per poter vincere le sfide e raggiungere gli obiettivi contenuti nella Dichiarazione di Chengdu.»
Tra i temi trattati ci sono stati: la rivendicazione di un cibo buono, pulito, giusto e sano come diritto di tutti; la salvaguardia dell’ambiente; la lotta allo spreco; la produzione, la distribuzione ed il consumo di cibo in un ambiente sano che dia benessere alle generazioni future.
«Siamo chiamati ad essere portatori di speranza nelle piccole e grandi situazioni quotidiane, oltre che essere pregnanti, agili ed avere il piacere di fare le cose con gli altri. La consapevolezza che l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità siano l’origine di sofferenze e discriminazioni - ha concluso Berlendis - porta alla certezza che la battaglia che impegnerà Slow Food nei prossimi anni, per raggiungere una più equa distribuzione delle risorse tra tutti gli abitanti del nostro pianeta, dovrà essere affrontata con coraggio e determinazione a tutti i livelli, partendo dalle comunità locali e dai rispettivi membri a cui affido il diktat: “capaci di essere più leggeri per pesare di più”.»
Le parole d’ordine per il vicepresidente nazionale sono state “incisività” e “orizzontalità”, perché il congresso di Chengdu ha sancito la necessità di un sostanziale rinnovamento della struttura organizzativa di tutto il movimento, per adeguarsi ai profondi mutamenti dello scenario politico, economico e sociale dell’ultimo decennio.
In questo ambito, tutti i soci sono stati invitati ad una partecipazione attiva ed a portare il proprio contributo per costruire insieme il futuro di Slow Food la cui forza è data dalle componenti associative e dall’assemblaggio di reti, competenze, relazioni ed esperienze.
L’appuntamento pollentino è stato allargato alle testimonianze di soci e produttori emergenti, sensibili al buono, pulito e giusto che hanno condiviso con i presenti idee e progetti, come l’introduzione di un’educazione alimentare nelle scuole oppure un ritorno alle radici, che ha richiamato l’importanza del Mercato della Terra.
Al termine della giornata, archiviati il convegno e la proclamazione del nuovo direttivo regionale, che sarà composto da Roberto Costella (legale rappresentante), Gabriella Chiusano (portavoce), Andrea Blangetti, Fabio Malagnino, Federico Chierico (produttore), Leo Rieser, Ottavia Pieretto, Roberto Sambo e Silvia Celeste Borrelli, dalle 13 è stato il tempo del pranzo a buffet con i migliori prodotti enogastronomici della zona ospitante tra cui la prelibata salsiccia di Bra. Bello lo scenario, bella la festa.















