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Attualità | 24 luglio 2018, 15:01

Edilizia, in Piemonte è emorragia d'imprese: Cuneo, nei primi tre mesi del 2018, conta meno imprese dello scorso anno

Luciano Gandolfo: "I numeri sono in ogni caso positivi, anche se non paragonabili a quelli pre-crisi. Due i fattori importanti: tassi favorevoli dei mutui e incentivi del Governo"

Foto generica

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Al 31 marzo 2018 si contano 830.557 imprese delle Costruzioni, di cui oltre la metà (59,7%) sono  artigiane, pari a 495.857 imprese. Le Costruzioni rappresentano il 13,7% del totale, quota che sale al 37,7% nel caso dell’artigianato. Gli addetti del settore sono 1.323.972 e oltre la metà (54,5%), pari a 721.422 addetti, lavorano in imprese artigiane.

A livello regionale, in Piemonte (al 31 marzo 2018) si contano 65.024 imprese di cui oltre la metà sono artigiane, pari a 49.320 imprese, con una flessione di -3,1% rispetto al primo trimestre 2017. A livello provinciale, Cuneo conta 7.344 imprese edili, con una flessione di -2,6 rispetto all’anno precedente.

L’emorragia che sta colpendo il Piemonte rispetto al numero delle imprese edili la dice lunga sulla crisi che sta attraversando il settore - commenta Luciano Gandolfo, Presidente edilizia Confartigianato Piemonte - . Infatti si registrano flessioni più o meno importanti, in tutte le Province.

Le richieste delle imprese delle costruzioni per  risanare il settore – sottolinea Gandolfo – spaziano dall’accelerazione delle opere pubbliche alla semplificazione burocratica, vero macigno che blocca il Paese, da una politica fiscale a favore dello sviluppo e dell’ambiente, al rafforzamento delle attuali detrazioni fiscali per gli interventi di risparmio energetico e sismico, alla riduzione di costi troppo alti, adempimenti eccessivi e di tutti  gli oneri non più sopportabili come il cuneo fiscale.

Occorre mettere le costruzione al centro delle attività di crescita – conclude Gandolfo – per farle tornare a essere “vero motore del Paese”: la Politica a volte pare essere sorda e insensibile a queste nostre esigenze. Significherebbe far crescere il Pil di mezzo punto in più l’anno.

Debole il trend della produzione, che è pari a 166,2 miliardi di euro ed è generata per tre quarti (73,1%) dal rinnovo del patrimonio immobiliare esistente e per il restante quarto (25,9%) da nuove costruzioni. Nei primi quattro mesi del 2018 la produzione delle Costruzioni in Italia cresce dello 0,6%, dinamica inferiore al +4,1% della Spagna e al +3,5% della Germania e superiore rispetto al -0,8% della Francia. Arrivano, invece, segnali incoraggianti per il mercato immobiliare piemontese.

In Piemonte, nel 2017 sono stati registrati 49.610 contratti di compravendita per immobili residenziali, con un  incremento di 5,4%  rispetto al 2016.  Con questi dati, il Piemonte si piazza al di sopra della media nazionale (+4,9%).

L’analisi dell’Osservatorio di Confartigianato Piemonte, osserva anche come nel 2017 Cuneo abbia registrato +8,3%; i dati, elaborati da uno studio di Confartigianato per la maggior parte dei casi, segnalano tipologie di immobili usati, quindi da  ristrutturare e valorizzare con interventi manutentivi specifici, o già ristrutturati, con una elevata classificazione energetica.

Questi sono, in ogni caso, numeri positivi anche se non paragonabili a quelli pre-crisi - commenta Gandolfo – nel quale si registravano costanti crescite a due cifre. Dietro queste crescite ci sono due fattori: i tassi favorevoli a cui vengono concessi oggi i mutui, e gli incentivi del Governo per le ristrutturazioni e il risparmio energetico che spingono a comprare l’usato e riqualificarlo. Ma per mantenere questi numeri è necessario un ulteriore sforzo per rendere maggiormente appetibile e valorizzare il patrimonio immobiliare piemontese.

c.s.

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